Sicurezza
Suicida senza nome: dall’autopsia nuovi dettagli
L’uomo ha utilizzato una corda di nylon lunga 60 centimetri. I suoi abiti farebbero pensare che sia arrivato dall’Est
GROSSETO. Non aveva protesi e aveva anche una buona dentatura, nonostante che le sue condizioni non fossero quelle di un uomo atletico. Nonostante che i segni della povertà, e forse anche del vagabondaggio, se li portasse addosso. Dall’autopsia sul cadavere trovato in via Giordania, eseguita dal medico legale Matteo Benvenuti e dal tecnico Mauro Borghi del dipartimento di Anatomia patologica dell’università di Siena, sono arrivate alcune risposte che i carabinieri attendevano. Risposte che però, non danno un nome a quell’uomo che da oltre due settimane è in una delle celle frigorifere dell’obitorio del Misericordia.
Età apparente 55 anni, senza alcun segno particolare addosso. Soltanto quegli abiti poveri, che porterebbero a pensare che quell’uomo fosse arrivato in Italia dall’Est Europa, che qui a Grosseto non conoscesse nessuno e che abbia scelto via Giordania per togliersi la vita. Non ci sarebbero misteri sulle cause di morte dell’uomo. La corda utilizzata per impiccarsi al ramo è lunga sessanta centimetri da nodo a nodo. Ed è una corda di nylon, di quelle utilizzate anche in Maremma per legare le rotoballe. Una corda che potrebbe aver preso in un campo, e che poi avrebbe utilizzato per togliersi la vita. Il risultato dell’autopsia, insomma, racconta poco di più di quel corpo senza vita che ancora oggi non ha un nome. Il cinquantacinquenne aveva mangiato, prima di uccidersi. Aveva rimediato però soltanto frutta e verdura. Non si era avvicinato nemmeno ai volontari della ronda della solidarietà che distribuiscono pasti gratis, la sera, a chi vive per strada. Nessuno di loro lo ha incontrato, nessuno di loro lo ha visto. A Grosseto probabilmente è arrivato solo con la sua disperazione e con il suo tatuaggio: quel simbolo di forza che sembra non essere stato realizzato in un carcere. Le impronte digitali non hanno dato risultati ai carabinieri. Ora, dopo il prelievo dei campioni, si procederà anche con il dna. Ma non sarà facile risalire all’identità di quell’uomo che a Grossto ha cercato e trovato la morte prima di vedere una nuova alba, in via Giordania.
@francegori
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