Attenzione
«Scaricati dalle assicurazioni»
La denuncia di Lombardelli, presidente di Copaim, all’assemblea di Confindustria
ALBINIA. Quando Daniele Lombardelli, presidente della Copaim, ha preso il microfono all’assemblea di Confindustria ieri mattina, le facce di chi era seduto in platea sono diventate scure all’improvviso. Perché è vero che lo Stato ha fatto poco o niente per le aziende che hanno subito i danni dell’alluvione, ma è anche vero che a mettere in difficoltà chi lavora e fa impresa, ci si sono messi anche i privati. Le assicurazioni, ad esempio. «Mentre in Italia si cerca di rendere obbligatoria la copertura assicurativa anche per questi eventi - ha detto Daniele Lombardelli - la nostra azienda è stata scaricata dall’Allianz, che copriva il 25 % della nostra azienda». Parole che sono partite come un proiettile dalla bocca di Lombardelli.
Ieri mattina alla Copaim c’erano gli imprenditori maremmani, quelli di Confindustria che ha scelto, per l’assemblea annuale, proprio l’azienda di Albinia, simbolo della rinascita post-alluvione. Una rinascita resa difficile da tanti fattori. «Dallo Stato che latita - ha detto Lombardelli - e ora anche dalle assicurazioni che hanno scelto di tirarsi indietro». Sono due infatti le aziende di Albinia che avevano sottoscritto la polizza per i danni da alluvione. «Noi ne abbiamo due - aggiunge il presidente - l’Unipol, che ci copre al 75% e l’Allianz, per l’altro 25%. Sì, rimborseranno quanto dovuto. Ma il 30 giugno quando è scaduta la polizza, Allianz ha deciso di tirarsi indietro. Questo è il sistema che abbiamo in Italia, un sistema che non dà garanzie alle imprese e che certo non invoglia a fare impresa». Oltre al danno, quindi, per la Copaim e per Conserve Italia, le uniche due aziende assicurate contro i danni dell’alluvione, ci sarebbe anche la beffa. La stessa che si trovano costretti a vivere le altre centinaia di imprenditori che hanno subito danni e che difficilmente avranno accesso ai finanziamenti. «La Regione si sta impegnando per trovare una soluzione che serva a dare una mano a chi a novembre scorso ha perso tutto - aggiunge Lombardelli - ma non è facile quando lo Stato non prevede lo stanziamento di fondi per le spese correnti. È questo uno dei motivi per i quali l’assicurazione si è tirata indietro».
In sostanza, il ragionamento fatto dalla compagnia, sarebbe quello della scarsa fiducia nei lavori di sistemazione del territorio contro il rischio dell’alluvione messi in cantiere dallo Stato. «Una paura che non è fondata - dice l’assessore regionale Annarita Bramerini - perché nella zona di Albinia, come nel resto della Toscana, i cantieri sono stati aperti velocemente e presto ne apriranno altri».
Un ruolo, quello della Regione, che è stato riconosciuto anche dagli industriali, che però hanno bisogno di un ulteriore passo in avanti. «I bandi sono stati pubblicati - dice Lombardelli - ma i soldi arrivano soltanto per le spese di ristrutturazioni. Ma ci sono realtà, come le botteghe, dove i danni maggiori sono stati riportati proprio per la merce andata distrutta. Ecco, a questi imprenditori non spetterebbe un euro».
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