Il Tirreno

Grosseto

il caso colser

«Museo, a rischio le aperture serali e del fine settimana»

GROSSETO. Ci siamo. È previsto per stamani in piazza del Duomo uno il confronto tra lavoratori della Colser, sindaco Bonifazi e Filcams Cgil. L’ente comunale, infatti, si è trovato costretto a...

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GROSSETO. Ci siamo. È previsto per stamani in piazza del Duomo uno il confronto tra lavoratori della Colser, sindaco Bonifazi e Filcams Cgil. L’ente comunale, infatti, si è trovato costretto a rivedere le proprie spese e a tagliare il 10 per cento dei trasferimenti alla cooperativa parmigiana (che ha in mano la pulizia di diversi uffici pubblici, la gestione della biblioteca Chelliana, del museo archeologico e il portierato al Poggio).

Cooperativa che di riflesso si è messa subito in moto, allestendo un piano per ridurre il monte ore a molti dei suoi dipendenti grossetani. Molti, ma non tutti. E intatti, accanto alle sforbiciate sullo stipendio (in ballo pare ci siano numeri che vanno fino a un meno 40 per cento) c’è anche chi nel marasma guadagnerebbe qualcosa. Tre, quindi, le principali questioni in ballo: i tagli sul personale saranno equi? E poi, nel passaggio dalle vecchie cooperative che avevano in dote i servizi oggi amministrati da Colser (Tesauro e Lisa) il Comune ci ha rimesso o guadagnato? E ancora, la differenza tra i quattrini che l’amministrazione spende per garantire l’appalto e i soldi che realmente finiscono in tasca ai lavoratori è aumentata o diminuita?

Intanto oggi a farsi sentire sono i dipendenti del museo archeologico e d’arte della Maremma. Uno di loro ha inviato alla nostra redazione una nota in cui esprime il proprio disagio: «I tagli previsti dalla cosiddetta "spending review" non vanno a toccare soltanto il personale di pulizia, ma anche chi si occupa dell’accoglienza al museo». Tutti soggetti qualificati e già inquadrati con contratti non proprio rispondenti alla reale preparazione maturata: tre addetti, tutti e tre laureati (due in archeologia e una in storia dell’arte). «Nello specifico il lavoro che svolgiamo è quello di accoglienza qualificata del pubblico, di visite guidate all'interno del museo, di supporto alla didattica nonché di svolgimento di tutte quelle mansioni di ufficio che si rendono necessarie in questa struttura (non ultima la creazione, a costo zero e in collaborazione con il Sed di Grosseto, del sito internet del museo archeologico). Garantiamo, inoltre, l'apertura del museo ogni fine settimana e tutti i festivi oltre alle varie aperture straordinarie, anche notturne».

Serate che adesso sono a rischio: «Credo proprio che l’apertura serale sarà eliminata e il sabato e la domenica verranno gestiti a orario ridotto». Poi il dipendente del museo torna a parlare dell’equità dei tagli: «Non risultano equi, portando alla riduzione sostanziosa delle ore di lavoro (nel caso del museo anche del 30%, ndc) soltanto per alcuni dipendenti, senza alcun criterio logico. E' facile quindi immaginare quale possa essere l'impatto di tagli così gravosi sulla qualità dei servizi proposti, anche e soprattutto in un periodo come quello estivo in cui l'afflusso turistico nella nostra struttura è maggiore. Se a questo aggiungiamo il taglio delle ore al personale delle pulizie il quadro complessivo non può che essere disastroso».

Insomma, si fa un gran parlare di cultura e promozione, ma così si va poco lontano. «Senza mai obbiettare su variazioni di orario e tipo di figura professionale assegnataci - da ricordare che nonostante le nostre qualifiche anche noi risultiamo essere "portierato avanzato" - abbiamo costantemente garantito il massimo impegno e la migliore professionalità in ogni situazione, con passione e dedizione nei confronti di una struttura che tanto ci ha arricchiti e che tanto abbiamo contribuito a rendere migliore».

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