Il Tirreno

Grosseto

la questione inceneritore

«La società ha omesso i dati»

I dubbi della Rinascita sulla gestione dello sforamento di diossina

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SCARLINO. La questione dello sforamento dei livelli di diossina a Scarlino continua a far discutere.

La Rinascita di Scarlino trova insoddisfacenti gli esiti del vertice tenuto presso il comune di Scarlino tra Provincia, Comune, Arpat e Asl 9. «Notiamo una capziosa volontà di ridimensionare l’accaduto e le responsabilità - spiega Michele Marchiani consigliere della lista nel comune di Scarlino - anche stavolta infatti si fornisce una tendenziosa versione dei fatti parlando di “errore”, un termine tutto sommato neutro che non dice nulla sulla natura dell’omissione delle disposizioni previste dall’Aia, disposizioni che dopo meno di sei mesi sono già state disattese dall’azienda inceneritrice». Per Marchiani quindi non c'è solo un errore ma anche una evidente omissione da parte della gestione come il mancato controllo trimestrale ed una ambiguità di fondo nel ricostruire gli eventi da parte delle amministrazioni coinvolte. Infine la lista evidenzia una notevole timidezza da parte del Comune nel perseguire le politiche di differenziazione.

«Allo stato attuale non c’è una sola possibilità che tale percorso possa mai tornare economicamente vantaggioso e quindi premiante - conclude Marchiani - riteniamo occorra fare una scelta tra raccolta e incenerimento e la prima opzione deve affermarsi. Infine auspichiamo che la relazione richiesta da Asl 9 in merito alle cause che hanno determinato la non conformità delle emissioni, oltre a quella sulla valutazione dell’impatto delle sorgenti di contaminazione alimentare, siano rese fruibili quanto prima».

Le richieste della civica sono chiare: ora tocca alle amministrazioni e alla società dare risposte convincenti a chi ha sollevato dubbi sul rilevamento degli inquinanti. (m.n.)

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