Proteste
La Cgil contro Unicoop «Non stabilizza nessuno»
Ferretti (Filcams): le assunzioni sono riservate solamente a chi resterà precario Soffrono anche i part-time, non potranno avere l’indennità di disoccupazione
GROSSETO. Unicoop Tirreno assume, ma solo chi è e può rimanere precario: questa una delle accuse mosse al colosso della grande distribuzione da Andrea Ferretti, segretario della Filcams Cgil. A tornare al centro della discussione sono i lavoratori stagionali, decine solo nel Grossetano.
«Quest'anno Unicoop ha deciso di richiamare soltanto chi non hanno superato i 20 mesi di lavoro». Al terzo anno di attività a singhiozzo, infatti, ogni dipendente dovrebbe essere stabilizzato (legge Fornero), ma la cooperativa non è – dicono alcuni – nelle condizioni di poterlo fare. E infatti la patata bollente degli stagionali si ripete in diverse zone della Toscana, con proteste e conseguenti mosse sindacali. «Fino a ieri il criterio seguito è sempre stato quello di preferire la maggiore anzianità lavorativa, l'esperienza e la professionalità valutata tramite giudizi interni ai negozi. Questa scellerata scelta, comunicata (non ufficialmente) soltanto a estate già iniziata, ha provocato più di un disagio. Problemi nei negozi, dove sono arrivati - in un momento di alta intensità lavorativa - rinforzi inesperti, spesso con una valutazione negativa maturata nelle poche precedenti esperienze. E disagi tra coloro che, magari da dieci anni, hanno sempre prestato il loro contributo per Unicoop, accontentandosi di lavorare anche solo tre mesi su dodici e confidando nella possibilità di veder riconosciuto questo loro attaccamento alla cooperativa».
Ma c’è dell’altro: pare addirittura che alcuni degli stagionali assunti di recente da Unicoop siano del tutto nuovi all’impiego, una circostanza – fanno sapere da fonti sindacali - che non va certo a rispettare il diritto di precedenza. La Filcams Cgil ha «chiesto più volte un incontro con l’azienda per provare a intavolare una discussione costruttiva». Tutte richieste cui Unicoop «non ha mai dato risposta ufficiale». Il sindacato, che si è fatto carico di «dare una speranza a questo nutrito numero di persone, per la maggior parte donne» ha deciso di andare avanti con la protesta, coinvolgendo i livelli regionali e nazionali. A questo punto, il ricorso a vie legali per i casi più eclatanti non è escluso.
Ma quella degli stagionali non è l’unica situazione tesa in casa Unicoop. Anche gli assunti con part-time verticale non se la passano bene: «Hanno contratti a tempo indeterminato in cui è previsto l’impiego solo per alcuni mesi all'anno. Di solito si tratta di 5 mesi a tempo pieno, con il restante periodo scoperto e dunque senza neppure la copertura di ammortizzatori sociali come l'Aspi (ex disoccupazione)». Questo genere di accordi sono stati «proposti agli ultimi lavoratori stabilizzati da Unicoop, sempre con l'idea e la promessa che un giorno sarebbero divenuti più sostanziosi». Peccato si siano rivelati «una vera e propria forma di precariato».
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