Finanza
Colser, domani l’incontro in Comune
I sindacati orientati a chiedere alla Coop di rinunciare a parte dei guadagni. E i dipendenti vogliono garanzie
GROSSETO. “La cooperativa ha visto il suo fatturato crescere ancora (circa 66 milioni di euro) con un incremento del 2,5 per cento”: ecco, partiamo dai numeri esibiti dalla Colser sul proprio sito web. L’azienda parmigiana, attiva dal ’75, vanta appalti in mezza Italia e sembra essere in salute.
Braccia incrociate. A Grosseto la Colser gestisce le pulizie negli uffici comunali, la biglietteria al museo archeologico, la portineria al Poggio e tutto quello che è la (bistrattata) biblioteca Chelliana. Tutti appalti in scadenza il prossimo giugno. Tutte cose un tempo curate dalle cooperative Lisa e Tesauro. Una quarantina i dipendenti in totale. Quaranta persone che da ieri scioperano.
Domino. Il discorso è sempre lo stesso: lo Stato chiude i rubinetti agli enti locali e chiede loro un’attenta revisione nelle spese. Da parte sua l’amministrazione comunica alla cooperativa un taglio del 10% sugli appalti. Riduzione attiva a partire dal primo luglio. La reazione della Colser non si fa attendere e, almeno per il momento, pare destinata a scaricare il calo d’introiti sul gruppo di lavoro. Insomma, chi ha il palato fino la chiama spending review, ma per molti fa rima con fregatura.
Stranezze. Tra tutti i lavoratori Colser serpeggia dunque il timore d’imminenti tagli alle buste paga. Riduzioni che, in molti casi, sono stimate attorno al 40% del monte ore. Non si tratta di stipendi d’oro, siamo sull’ordine delle poche centinaia di euro. Ma attenzione, come in tutte le storie c’è un rovescio della medaglia e qualche operatore, incredibile ma vero, da questa situazione potrebbe addirittura finire per guadagnare il 17% in più. Così fosse ne nascerebbe un bel putiferio. Senza considerare che sono in molti a chiedere se gli organi più o meno dirigenziali subiranno gli stessi tagli.
Sindacato. La Filcams Cgil guidata da Andrea Ferretti si muove seguendo più obiettivi: ottenere una proroga da parte del Comune e far assorbire parte del carico dei tagli alla Colser stessa, spingendola a rinunciare a parte dei guadagni. Un’idea ribadita dal segretario generale Cgil, Claudio Renzetti, che allo stesso tempo è deciso nel chiedere al Comune se il passaggio degli appalti alla Colser ha portato, nel tempo, un vantaggio economico: «Vogliamo sapere quanto va all’azienda e quanto finisce nelle tasche dei lavoratori».
Colser. E la cooperativa? Per il momento bocche cucite. L’unico commento ufficiale ribadisce che i tagli comunali sono stati comunicati «In tempi stretti» e che «L’unica cosa che abbiamo potuto fare è stato renderci disponibili alle trattative del caso. Garantiremo i nostri lavoratori». Ma sui criteri che avrebbero animato un avvio della concertazione scandito da evidenti e inspiegabili disparità nessuna risposta.
Incontro. Intanto è atteso per domani mattina il faccia a faccia tra i lavoratori Colser, Cgil e Comune. Lì i dipendenti chiederanno al Comune di fare loro sponda. Di farsi garante, insomma, di quaranta cittadini, soprattutto donne, che rischiano di vedere la propria busta paga assottigliarsi.
Meno pulizia. Alla fine dei conti quel che rimarrà sarà una minore igiene negli spazi pubblici. Dagli stanzoni comunali al museo archeologico, passando per uffici giudiziari e tribunale: tanti i luoghi – e di conseguenza gli utenti – penalizzati dal cambio nella frequenza delle pulizie. Fare le stesse cose con meno ore non sarà facile.
Chelliana. Capitolo a parte merita senza dubbio la biblioteca cittadina: già nel 2011, all’arrivo della Colser, i dipendenti furono “costretti” a firmare un contratto da multi servizi, quello cioè dedicato a personale delle pulizie, guardiani e portieri. E lo stipendio fu ritoccato all’ingiù. Ora si trovano a dover digerire l’ennesimo taglio.
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