Italia
Cantieri aperti in città, protestano gli albergatori
FOLLONICA. Una nuvola di polvere ha coperto ieri mattina l’ultimo tratto di viale Matteotti. «Non è certo una bella immagine per chi è in vacanza», il commento all’episodio arriva dalla proprietaria...
FOLLONICA. Una nuvola di polvere ha coperto ieri mattina l’ultimo tratto di viale Matteotti. «Non è certo una bella immagine per chi è in vacanza», il commento all’episodio arriva dalla proprietaria dell’albergo Ausonia, Maria Chiara Pierini, struttura che si affaccia proprio in quella via. A causare il nuvolone la ristrutturazione di un appartamento del complesso Tre Palme. «Vorrei solamente sottolineare che da parte di tutti, dell’amministrazione in primis, ci dovrebbe essere una maggiore attenzione per il turismo estivo – continua l’albergatrice – Già il momento non è dei migliori, quindi dovremmo tutti impegnarci di più per rendere Follonica un’oasi di tranquillità almeno nei mesi caldi: le persone vengono da noi per scappare dal caos delle città e qui che cosa trovano? Lavori in corso, strade di scorrimento chiuse per interventi, impalcature e rumori assordanti: la sensibilità in questi casi dovrebbe sicuramente essere maggiore». Pierini fa riferimento non solo alle ristrutturazioni, ma anche ai molti cantieri aperti in città che chiaramente non danno un’immagine della città al meglio e nello stesso tempo rallentano lo scorrimento del traffico. E poi i rumori, una località di villeggiatura dovrebbe essere un luogo di relax, mentre invece tra camion, martelli pneumatici e mezzi per la raccolta dei rifiuti i suoni sono spesso spiacevoli e disturbano la quiete di chi vorrebbe invece solamente passare dei giorni di tranquillità. «Manca quella sensibilità e quell’attenzione che servirebbero per rendere la nostra città migliore, più invitante insomma per i turisti: una delle segnalazioni che maggiormente fanno i nostri clienti è proprio relativa ai rumori, – conclude l’imprenditrice – Dovremmo stare attenti e imporre delle regole precise per salvaguardare per lo meno i tre mesi estivi». (p.v.)
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