Attenzione
Torre del profeta sotto c’è una grotta
AMIATA. Il Lions Club Amiata col suo meeting del 30 giugno riscopre i luoghi e la storia di David Lazzaretti, il profeta dell’Amiata e nell’occasione torna alla ribalta la scoperta di una grotta...
AMIATA. Il Lions Club Amiata col suo meeting del 30 giugno riscopre i luoghi e la storia di David Lazzaretti, il profeta dell’Amiata e nell’occasione torna alla ribalta la scoperta di una grotta sotta la torre.
Il presidente del club Lions amiatino, Marco Nesti e i soci provenienti anche da altri club della regione, sono saliti, dunque a visitare la torre, la chiesa e l’eremo del “Santo”.
Tutors e guide l’avvocato Maurilio Toninelli, cultore appassionato di storia locale e Giovanni Cannavale, il carabiniere speleologo che poi ha tenuto anche una dotta relazione sulle grotte naturali che si snodano sotto la torre del profeta.
Una di queste grotte, quella a tutti nota, era già stata percorsa e utilizzata dal Lazzaretti che raccontava di aver rinvenuto lì sotto le spoglie di un antico guerriero di cui lui sarebbe stato un discendente e che lì sotto David avrebbe parlato con la Madonna delle Conferenze.
La montagnola, infatti, dove David eresse “il simbolo dell’arca santa”,è cava e ha da sempre affascinato gli archeologi e gli speleologi, tutti alla ricerca, come si dice da tempo, di quel misterioso cunicolo che dalla Torre avrebbe portato fino a Roccalbegna per un percorso tutto sotto terra.
«“Qualche anno fa fu scoperta una grotta sul versante sud ovest che, in pratica, dovrebbe insistere sulla stessa spaccatura che ha dato origine alla grotta di David», ha spiegato all’associazione lionistica Giovanni Cannavale.
«La grotta, dopo un primo tratto di una decina di metri in orizzontale – ha spiegato –, scende poi in verticale, attraverso un pozzo laterale, per una cinquantina di metri. Si tratta di una spaccatura nella montagna che man mano che scende, si riduce in larghezza».
Questa la descrizione dello speleologo che ha poi aggiunto: «Sempre sul versante sud ovest ho notato il crollo di un paio di muraglioni in pietra, a sostegno della sovrastante torre, i cui detriti si sono sparsi sul versante della montagna. Per lo meno questi manufatti andrebbero messi in sicurezza».
La passeggiata negli splendidi luoghi del Messia dell’Amiata, fra strade bianche e panorami mozzafiato, si è conclusa a Castel del Piano con pranzo conviviale al ristorante “L’antica macina”.
Fiora Bonelli
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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