Il Tirreno

Grosseto

«Rudere pericolante da mettere al sicuro» Ordine a sorpresa

di Alfredo Faetti
«Rudere pericolante da mettere al sicuro» Ordine a sorpresa

Spesa imprevista per quattro eredi di un casolare nel bosco Ricerche catastali per trovarli, due non abitano in zona

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GAVORRANO. C’è un vecchio rudere nel bel mezzo dei boschi che separano Gavorrano da Scarlino. Un casolare di tre piani, oggi abbandonato e consumato nelle fondamenta e nell’intonaco dal tempo e dalle intemperie. Fin qui, non ci sarebbe nulla di strano visto che nelle colline maremmane sono molti i poderi lasciati a se stessi, dopo che i suoi abitanti hanno cambiato lidi. La vicenda nasce nel momento in cui i vigili del fuoco hanno stilato un verbale in cui dicono che quel rudere è una minaccia per l’incolumità pubblica.

E così oggi ai discendenti della famiglia (alcuni dei quali non abitano neanche in zona) che ci abitava tocca sborsare diversi soldi per metterlo in sicurezza, con interventi che in genere costano anche migliaia di euro. Vien da chiedersi se solo conoscevano l’esistenza di questo podere, i discendenti. La struttura è datata agli inizi del secolo scorso, tempi di fattori e lavoro nei campi. Siamo a Polaie, piccola località nascosta nei colli che stanno lungo il confine tra Gavorrano e Scarlino. I vigili del fuoco sono andati a vedere la situazione a metà maggio e alla fine hanno consegnato in Comune a Gavorrano un rapporto. Il contenuto delle pagine è più che chiaro: «il fabbricato presenta lesioni sulle parti perimetrali, canne fumarie semi franate, malte in stato di degradazione e una porzione di tetto e del solaio sottostante franati». Tradotto in parole povere: il rudere abbandonato sta venendo giù. Dal rapporto, poi, gli uffici hanno provveduto a far seguire una logica ordinanza. «Si evidenzia la necessità di provvedere urgentemente ad effettuare le opere di ripristino delle originarie condizioni di sicurezza del fabbricato». Un ordine, appunto.

Già, ma a chi? Il casolare alla fine è abbandonato da anni. Così sono scattate le ricerche nelle carte catastali per arrivare ai discendenti della famiglia (oggi proprietari) che ne fu proprietaria. E alla fine sono stati trovati. Sono quattro persone: due ancora residenti a Gavorrano, mentre un’altra si è trasferita a Santa Fiora e un’altra ancora fino a Scandicci. Chissà se quest’ultima, stabilitasi nel fiorentino, conosce l’esistenza di questo casolare? Fatto sta che ora su tutte e quattro pende un’ordinanza che dà loro un mese di tempo per poter svolgere tutti i lavori di messa in sicurezza. Il testo del documento parla chiaro: «provvedere immediatamente a disporre nei confronti dell’edificio tutti gli apprestamenti necessari ad eliminare ogni rischio per la tutela della pubblica incolumità», a cui si aggiunge «la rimozione delle parti cedevoli della facciata e del cornicione», senza scordarsi di «un’adeguata recinzione lungo il perimetro dell’intero fabbricato». Interventi sostanziosi, insomma, che certo non costeranno poco. Una brutta sorpresa dal passato.

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