Sicurezza
«Voglio essere considerato uno come tutti gli altri»
Monsignor Cetoloni dovrebbe insediarsi in città all’inizio di agosto due le date possibili: il 2, festa del Perdono di Assisi, o il 9-10 per San Lorenzo
GROSSETO. Manca ancora la data d'insediamento del nuovo vescovo. Il collegio dei consultori della Diocesi di Grosseto la fisserà nel giro di una settimana, dopo aver sentito il diretto interessato.
Ci sono già però delle indicazioni di massima. Due possibilità: il 2 agosto, festa del Perdono d'Assisi, un giorno solenne dedicato alla celebrazione liturgica del perdono, una festa francescana in linea con le caratteristiche di Cetoloni; oppure il 9-10 agosto, in occasione delle celebrazioni di San Lorenzo, patrono della città di Grosseto.
Ieri, intanto, è emerso qualche elemento in più sul nuovo pastore della comunità grossetana. A Montepulciano, la diocesi natia, in tanti lo chiamano ancora padre, piuttosto che eccellenza.
D'altra parte Rodolfo Cetoloni è un vescovo-frate che ancora gira indossando il saio bruno. Ogni tanto passa dall'eremo dei Cappuccini della Maddalena e si ferma per qualche ora: per ritirarsi e riflettere.
Due giorni fa il vescovo Guglielmo Borghetti così lo ha introdotto ai fedeli presenti in cattedrale: «È un uomo di Dio, un amico carissimo, un attento conoscitore della Sacre Scritture. È, e lo sarà anche a Grosseto, un pastore autorevole, generoso e buono».
Sulla stessa lunghezza d'onda il vicario generale, don Desiderio Gianfelici: «Il nuovo vescovo accoglierà la nostra Chiesa così com'è, ovvero nei suoi pregi ma anche nei suoi limiti. E vedremo di crescere insieme».
«Voglio essere considerato come gli altri, perché diversamente mi sento stretto», ha dichiarato recentemente in un'intervista a Jesus il nuovo vescovo di Grosseto, confermando la sua natura umile. Chi lo conosce, in effetti, racconta di scelte all'insegna dell'essenzialità, dell'amore per il canto (ha una bella voce) e dell'attitudine al dialogo. E' un uomo capace di dormire in un sacco a pelo durante la Marcia francescana della pace, di gestire una diocesi attraverso le relazioni personali: «Le persone si conoscono e puoi conoscere le persone. È una dimensione importante per la pastorale, per poter lavorare e ottenere risultati». Nel presbiterio grossetano la scelta di Papa Francesco è stata accolta con serenità dalla stragrande maggioranza dei sacerdoti. Visto che il nome di Cetoloni circolava da mesi c'è stato il tempo per informarsi. Tutti in Maremma sanno adesso che Cetoloni considera le parrocchie le strutture portanti di una diocesi e che ci saranno in futuro molte occasioni di interazione tra le parrocchie per conoscersi, magari attraverso pellegrinaggi e altri incontri pastorali.
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