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«Sull’urbanistica tanti proclami e poi poca sostanza»

«Sull’urbanistica tanti proclami e poi poca sostanza»

GROSSETO. «Abbiamo confermato in consiglio comunale, quale gruppo di Fratelli d’Italia, il nostro voto contrario al regolamento urbanistico, costato all’ente solo per incarichi esterni quasi 1.400.000...

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GROSSETO. «Abbiamo confermato in consiglio comunale, quale gruppo di Fratelli d’Italia, il nostro voto contrario al regolamento urbanistico, costato all’ente solo per incarichi esterni quasi 1.400.000 euro», dice Fabrizio Rossi, capogruppo in consiglio comunale di Grosseto di Fratelli d’Italia.

«Abbiamo studiato a fondo i problemi introdotti dalle osservazioni portate dalla Regione, dalla Provincia e dalle associazioni di categoria, in particolare Ance, collegio dei geometri, ordine degli ingegneri e degli architetti e altre associazioni». I dubbi? La prima adozione, spiega Rossi, «risale al marzo 2011 in piena campagna elettorale, in cui Bonifazi cercava la conferma e, puntualmente, venivano collocati nel regolamento progetti bandiera e promesse elettorali di volumetrie e dimensionamenti fuori misura. Eccessivo consumo di nuovo suolo, dimensionamento oltre misura per il primo regolamento, progetti faraonici che “puntualmente” la Regione con le altre osservazioni non mancavano di contestare e cassare. Più di un sospetto sovviene quando in 4ª commissione il professor Gorelli ebbe a confermare che le osservazioni di tale portata erano “ampiamente preventivate”. Forse quando si mette in opera un atto di governo del territorio si può preventivare qualche erroretto, non certo di sbagliare completamente sui fondamentali principi ispiratori della legge regionale 1/2005. Agli osservatori politici più attenti non può sfuggire la “tempistica politica” con la “doppia versione” del Regolamento, adottato prima delle amministrative del 2011 e pesantemente modificato se non riformulato al ribasso, dopo che il centrosinistra si è riconfermato alla guida del Comune, 27 maggio 2013. Sparito il dormitorio pubblico dai progetti Piuss perché individuato in area di invarianza strutturale, spariti la Pilt, il centro Etruschi, l’università (nelle linee programmatiche c’era scritto potenziamento), trasferita la Chelliana alla cittadella dello studente. Sono alcune cose sbandierate in campagna elettorale, poi scomparse o modificate anche negli atti del regolamento urbanistico. Condividiamo con la maggioranza solo la speranza in un futuro migliore per la città e un po’ di vivacità economica in una realtà depressa».

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