Il dolore
Diossina, la rabbia di Bizzarri «Avvertito con troppo ritardo»
Il sindaco se la prende con i dirigenti di Scarlino Energia: «Tre giorni dopo? Inaccettabile» All’attacco anche Coldiretti e ambientalisti: «I monitoraggi devono essere almeno settimanali»
SCARLINO. I fogli con i dati su quell’emissione sospetta di diossine sono arrivati sulla sua scrivania soltanto lunedì mattina, tre giorni dopo l’accaduto.
E non sono dati da poco, visto che presentano valori cinque volte più alti rispetto a quelli consentiti per legge. A Maurizio Bizzarri non va giù quanto successo, forte della sua qualifica non solo di sindaco del Comune sede d’impianto, ma anche di autorità sanitaria.
Tuona contro la Scarlino Energia, colpevole a suo giudizio di «ritardi intollerabili e ingiustificabili». Ma sulla vicenda dell’inceneritore del Casone, che ha spento i forni da venerdì, continuano le polemiche.
«Se questa tempestività nella chiusura dell’impianto è sinonimo di efficienza dei monitoraggi e delle prescrizioni Aia, che prevedono di attuare tutte le procedure utili al verificarsi di fuori norma – dice Bizzarri - il metodo usato per la comunicazione alle istituzioni, nella fattispecie al Comune di Scarlino, presenta grosse lacune e ritardi intollerabili e ingiustificabili».
Quei tre giorni di ritardo sono incomprensibili per il sindaco, che a trattare con le aziende è abituato. «In casi analoghi seppur non uguali, i vertici di Tioxide e Solmine mi hanno avvertito subito, in tempo reale, anche di notte». La decisione di non comunicare tempestivamente i sindaci della zona quanto accaduto «preoccupa» Bizzarri. «Evidentemente il presidente Moreno Periccioli e l’amministratore delegato Luca Galimberti non hanno ritenuto importante avvisarmi subito» dice il sindaco scarlinese, che al contrario ritiene «necessario e fondamentale dover essere più accorti, seguendo la massima trasparenza, la massima cautela nei controlli ma anche la massima attenzione nelle comunicazioni soprattutto in situazioni di fuori norma». Bizzarri pretende spiegazioni da parte della società a questo punto, auspicando che «per il futuro sia attuato un protocollo di comunicazione tempestivo da seguire alla lettera, che coinvolga in primis il sindaco di Scarlino».
Il quale, per un caso strano della sorte, si trova oggi in linea con grillini e ambientalisti, che a loro volta tornano all’attacco. «L'Arpat aveva prelevato campioni a Scarlino il 15 maggio scorso e già segnalato un superamento di cinque volte i limiti di legge sulle diossine – dice Roberto Barocci del Forum Ambientalista Grosseto – Pertanto, visti i precedenti documentati, poiché l'Arpat compie questo accertamento due volte all'anno, i sindaci di Scarlino e Follonica dovrebbero ottenere dalla Provincia una prescrizione che consenta il monitoraggio settimanale o giornaliero delle diossine compiuto da soggetto esterno».
Forti critiche arrivano anche dalla Coldiretti. «Non nutriamo dubbi che presto ci saranno comunicati rassicuranti che affermeranno il perfetto funzionamento dell'impianto e che l'anomalia è stata superata ma tutto questo non ci basterà a rassicurare il nostro futuro –si legge in una nota - Ci chiediamo quando potremmo avere le risposte a cui una stragrande maggioranza di cittadini attende da anni».
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