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Verdi, il coordinatore lascia Per il Pdl un terzo dei voti

GAVORRANO. La sensazione è che Gavorrano sia pronta a scrivere una nuova pagina politica, lasciandosi alle spalle gli ultimi e tormentati quattro anni. La prima legislatura Iacomelli si presenta come...

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GAVORRANO. La sensazione è che Gavorrano sia pronta a scrivere una nuova pagina politica, lasciandosi alle spalle gli ultimi e tormentati quattro anni. La prima legislatura Iacomelli si presenta come un’era di cambiamento, sia nei vincitori sia nei vinti. Nella Casa del Popolo di Bagno, sede storica del Pci e oggi del Pd, è passato con successo lo stile renziano, sia nei nomi sia nell’organizzazione della campagna elettorale; è stato dato risalto alle nuove leve e ora la maggioranza si prepara a portare in consiglio un gruppo con una media età inferiore ai 40 anni. Tra i vinti invece c’è da raccogliere le macerie del centrodestra minerario, prima forza d’opposizione nel 2009 e ora fuori dall’aula. Così come restano fuori anche i Verdi e Sel, che non hanno eletto un rappresentante. E già saltano le prime teste. Il coordinatore comunale del partito ambientalista, Andrea De Sensi, candidato con la lista Borghi, ha già rimesso il suo mandato nelle mani dei vertici provinciali. In consiglio poi non ci sarà neanche lui, Massimo Borghi, ma questa è un’altra storia. L’ex sindaco ormai a tutti gli effetti è apparso sereno ma anche stanco alla fine del lungo lunedì elettorale. «La mia figura amministrativa finisce qui» ha detto, escludendo la possibilità di candidarsi di nuovo tra cinque anni. «Nessun rimpianto» ha detto a proposito della campagna elettorale, anche se forse, per quelle due occasioni avute e mai sfruttate, in modo o in un altro, qualche rimpianto c’è. Con la sua logica rinuncia a consigliere comunale (è un dipendente pubblico), anche Sel rimane per la prima volta dalla sua nascita senza un rappresentante in aula. Così a fare opposizione ci sarà un’indipendente (Patrizia Scapin) e due esponenti del comitato Gente Comune, chiamato da oggi a una prova di maturità. Chi è scomparso del tutto è il centrodestra, pesantemente sconfitto persino nella sua roccaforte a Caldana. Quella del Pdl minerario è un’agonia che si trascina da anni e su cui nessuno, da Grosseto, ha voluto mettere le mani. Sono i numeri a dirlo: nelle amministrative del 2009, la civica di centrodestra guidata da Fabrizio Fabiano prese oltre 1.500 voti, diventando il primo gruppo d’opposizione. In quelle del 2011, con Jurij Di Massa, i voti sono stati solo 799. Oggi 436.

Infine i vincitori, che hanno fatto tesoro di alcune esperienze. Già nel 2011, infatti, l’elettorato piddino è stato molto chiaro con i suoi rappresentanti, nonostante la sconfitta. In quella tornata, a prendere i voti sono stati i volti giovani, compresa l’allora candidata Francesca Mondei, mentre a tradire le aspettative sono stati quelli già affermati. Una tendenza ribadita oggi, viste le 375 preferenze alla poco più che trentenne Giorgia Bertaccini. Uno stile renziano, portato in giro per le frazioni con il camper. Forse non sarà stato il riferimento diretto a Matteo Renzi la spinta di questa vittoria, ma la voglia di cambiamento sì. La voglia di voltare pagina e ripartire. Perché il difficile viene adesso.

Alfredo Faetti

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