Attenzione
Vecchia baracca in pineta diventa bagno pubblico
FOLLONICA. Su una panchina due turisti che prendono in sole e leggono un libro, immersi nel verde della pineta di Ponente. A pochi passi un senza tetto che cerca riposo accanto alla struttura dei...
FOLLONICA. Su una panchina due turisti che prendono in sole e leggono un libro, immersi nel verde della pineta di Ponente. A pochi passi un senza tetto che cerca riposo accanto alla struttura dei bagni pubblici ormai chiusi da mesi. Ancora più in là un vecchio capanno abbandonato al quale anche i cani hanno timore ad avvicinarsi. Il tutto a pochi metri dal sentiero che faticosamente i responsabili della sistemazione dell’area riescono a tenere pulito ed in ordine, ma basta spostarsi di qualche metro per scoprire tutta un’altra storia. Sono i contrasti di uno dei polmoni verdi più importanti di Follonica, la pineta che si estende nella zona est della città tra viale Italia, via Lamarmora e via Matteotti. Sulle cartine è indicata come Riserva Statale Tomboli di Follonica ma a farci un giro è più facile scoprire degrado ed abbandono rispetto alla doverosa tutela che una riserva dovrebbe avere. Non passa giorno che non arrivino segnalazioni sulle mille problematiche che affliggono la pineta, meta di centinaia di famiglie per l’ampiezza dei suoi spazi e per i tanti giochi a disposizione dei più piccoli. Ma non è tutto oro quello che luccica, perché basta pulire o tenere in ordine qualcosa che subito scappa fuori una magagna più grande. Tagliata nei giorni scorsi l’erba che addirittura era più alta dei nuovi pini appena piantati, rimangono comunque tante le cose da sistemare. Come, appunto, la baracca ormai abbandonata che giace a fianco della pista dei Pini. «Questa baracca è in queste condizioni ormai da mesi – spiega un passante con la nipote – un degrado che solo con una bella pulizia dell’area si potrebbe sistemare ma purtroppo nessuno fa niente e la situazione peggiora giorno dopo giorno». Una signora, a spasso con il cane, addirittura richiama la piccola bestia mentre sta entrando nella baracca preoccupata di quello in cui può incappare. Che è un piccolo campionario di tutte le schifezze che si possono trovare in un zona abbandonata: cartacce, sporcizia, escrementi di animali «ma qualcuno ci porta anche i bimbi» dice ancora la signora. Basta affacciarsi e respirare l’aria per capire che è meglio stare lontani dalla baracca, sopra alla quale l’erba ed il muschio stanno addirittura ricoprendo il tetto. Le lamiere sono piegate e pericolose ma nessun nastro o cartello che indichi la situazione. La baracca giace accanto alla pista dei Pini, altro grosso problema della pineta: ovunque anche la pista sarebbe una risorsa turistica ed un fiore all’occhiello, qui giace invece sempre più abbandonata e decadente preda di mille diatribe legali ancora adesso che la stagione estiva è ormai imminente. Mentre i due turisti, poco distanti, rimangono immersi nel loro libro, una storia sicuramente più bella di quella che racconta ogni giorno la pineta di Ponente.
Michele Nannini
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