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Vanni: «Sbagliato accelerare sulla fusione dei Comuni»

Vanni: «Sbagliato accelerare sulla fusione dei Comuni»

SORANO. Premere sull’acceleratore delle fusioni tra comuni senza ascoltare le esigenze dei comuni stessi è sbagliato. Parola di Pierandrea Vanni, sindaco di Sorano e coordinatore della Consulta...

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SORANO. Premere sull’acceleratore delle fusioni tra comuni senza ascoltare le esigenze dei comuni stessi è sbagliato. Parola di Pierandrea Vanni, sindaco di Sorano e coordinatore della Consulta Piccoli comuni di Anci Toscana, che interviene in una questione stringente per i Municipi amiatini.

«Le fusioni tra Comuni rappresentano un’importante opportunità – spiega Vanni – e chi amministra e rappresenta i cittadini ha la piena consapevolezza se sussistono le condizioni per ricorrervi, salvo poi rimettere l’ultima parola ai cittadini tramite il referendum. Lasciano perplessi, allora, certe fughe in avanti e una tendenza a premere sull’acceleratore delle fusioni, non partendo, come sarebbe logico, dal basso, e cioè dai Comuni ma ritenendo di basarsi esclusivamente su proposte di legge regionali, rispetto alle quali i territori e i cittadini hanno pochissima voce in capitolo fino al referendum».

Il caso dell’ipotetico comune unico dell’Amiata grossetana è, dice Vanni, «indicativo». Senza che le amministrazioni comunali abbiano avanzato proposte o richieste, in Regione qualcosa si è messo in moto, prendendo spunto da una proposta di legge a favore della fusione fra Castel del Piano e Arcidosso. Addirittura si parla di tempi brevissimi entro i quali i Comuni dovrebbero far conoscere il loro orientamento. «Come se una decisione impegnativa e complessa come quella relativa alla fusione fra otto comuni possa essere decisa dalla mattina alla sera», spiega Vanni. Che trova fondate le riserve espresse dai sindaci di Castell’Azzara e Santa Fiora, dagli assessori regionale Anna Rita Bramerini e provinciale Federico Balocchi. Vanni parla di «fretta fusionista» che rischia di complicare le cose. Cosa ne sarebbe delle Unioni dei Comuni da poco costituite se la maggioranza o tutti i Comuni che le compongono dovessero decidere di fondersi?

«Forse sarebbe davvero il caso di fare un po’ di chiarezza, di rispettare di più il ruolo e l’autonomia dei Comuni, di non rincorrere suggestive ipotesi di “Comunoni” – conclude Vanni – e di seguire l’esempio di quelle amministrazioni comunali che hanno voluto fusioni realistiche partite dal basso e hanno trovato il consenso dei cittadini».

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