Italia
Unicoop lascia a casa decine di stagionali Scontro con Filcams
Il sindacato chiede di aprire un tavolo collettivo I lavoratori: «Aspettiamo chiamate ma il telefono è muto»
GROSSETO. Lavoratori stagionali: è scontro tra Filcams Cgil e Unicoop Tirreno. La stabilizzazione di chi lavora a singhiozzo, in molti casi, è di fatto saltata.
E sono in tanti gli ex dipendenti della coop che non conoscono il loro destino. I numeri diffusi dal sindacato sono di tutto riguardo, diverse decine di lavoratori nella sola provincia di Grosseto: «Stiamo acquisendo – dicono dalla Filcams - notizie sul diritto di prelazione, riforma Fornero e stagionalità. A questo punto tutti gli stagionali esclusi, rimasti a casa in attesa di una chiamata mai arrivata, rischiano di rimanere senza impiego». Possibilità di riassorbire il gruppo tramite deroghe, invece, «ci sono, e non sarebbe accettabile che Unicoop non ne tenesse conto». Il problema, secondo la Filcams, è «etico e di sostanza. Non vogliamo si scateni una guerra tra poveri: le trattative dovranno passare tramite la concertazione sindacale e non con chiamate suddivise per singoli casi». È per tutte queste ragioni che dal sindacato non escludono si possa arrivare a una pesante vertenza nei confronti del colosso della grande distribuzione. Una coop che «ha sempre dimostrato attenzione nei confronti dei propri dipendenti. Dipendenti che nella stragrande maggioranza dei casi sono anche soci. Confidiamo dunque nell’immediata nascita di un tavolo collettivo di confronto per risolvere la questione il prima possibile».
In attesa di conoscere la versione della cooperativa, abbiamo fatto un paio di telefonate per sentire l’aria che tira dalle parti dei lavoratori. «Sono molte estati – ci racconta il primo commesso "a singhiozzo" - che lavoro in Unicoop. A oggi non ho ricevuto alcuna telefonata. Ho provato a chiamare la sede centrale per chiedere spiegazioni, ma non riesco mai a parlare con nessuno. Eppure so per certo che in alcuni punti vendita nel nord della provincia tanti miei colleghi fanno interminabili ore di straordinari, segno che il lavoro c’è. A ogni modo non voglio scagliarmi contro nessuno, ci mancherebbe. Ma non trovo giusto che in diverse occasioni siano state assunte persone con un’anzianità molto più bassa della mia e di altri colleghi». Sì, perché superati i 36 mesi il datore di lavoro dovrebbe stabilizzare il dipendente (o derogare) magari seguendo il diritto di precedenza. E invece «a volte hanno assunto gente che di mesi ne aveva fatti meno di 20, lasciando noi a casa. Ho aspettato, così come tanti altri miei colleghi, sino a oggi: ogni volta che squilla il telefono spero sia qualcuno che mi dice di andare a lavorare. E invece niente. Ora, con la mia compagna senza lavoro e io in queste condizioni, andare avanti sarà dura». Ma quel che più viene contestato è il metodo: «Nessuno ci ha detto nulla e nessuno sa niente. Così ci vengono negati dignità e rispetto».
Anche un altro ex stagionale conferma il disagio: «Negli anni c’è chi ha superato i 36 mesi di lavoro. Queste persone non vengono più chiamate perché sono arrivate al limite e assunzioni Unicoop dice di non poterle fare. Ma da quello che sappiamo noi alcune persone sono entrate e anche con un’anzianità molto più bassa. Dopo qualche anno che ero stagionale in Unicoop ho acceso un mutuo. Oggi sono a casa e mia figlia è senza impiego: credo di avere il diritto di sapere qualcosa, o no?».
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