Il Tirreno

Grosseto

Quando a tormentarle è il conoscente o l’ex

di Pierluigi Sposato
Quando a tormentarle è il conoscente o l’ex

Due castiglionesi sotto processo: uno avrebbe spinto sul letto l’amica baciandola l’altro era entrato abusivamente in casa di lei per riprendere le sue cose

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GROSSETO. Donne vittime di compagni o di conoscenti. Si moltiplicano i casi di stalking o violenza, anche nella nostra provincia. Cifre importanti, purtroppo, documentate dall’attività della task force del Codice rosa, presa a esempio ormai in tutta Italia. Casi che arrivano sempre più frequentemente di fronte a un giudice.

Il conoscente. Come quello di un castiglionese di 58 anni, rinviato a giudizio dopo la denuncia di una sua conoscente e concittadina, una donna di 49 anni. Una violenza risalente al novembre del 2011, quando la donna sarebbe stata spinta sul letto, picchiata, afferrata per i polsi e per il collo, minacciata di morte per poi essere palpeggiata nelle parti intime e baciata in bocca con la lingua. Un episodio che aveva indotto la donna a farsi visitare al pronto soccorso dove era stata giudicata guaribile in dieci giorni: un trauma distrattivo al rachide cervicale, un trauma contusivo al torace. Due giorni dopo la donna aveva sporto querela, rivolgendosi all’avvocato Diego Innocenti. Ma non era finita lì. Un anno dopo, l’uomo era stato chiamato dalla squadra mobile per l’elezione di domicilio in conseguenza del procedimento penale aperto dalla querela e che ha comportato anche l’effettuazione di alcune intercettazioni telefoniche. Quando era uscito dagli uffici della polizia, si sarebbe diretto verso l’abitazione della donna, a Castiglione della Pescaia e avrebbe suonato al campanello, parlando al citofono: «quello che mi hai fatto è molto grave, devi dire a tua sorella che dovrà preparare una paccata di soldi perché te la farò pagare, sei una malata di mente», avrebbe detto tra l’altro. Violenza sessuale e minacce le accuse per le quali l’uomo, assistito dall’avvocato Giovanna Nannetti, è stato rinviato a giudizio per il 6 novembre dal gup Marco Bilisari. L’uomo ha assistito allo svolgimento dell’udienza preliminare. Sarà il collegio, vista la gravità del reato principale, a occuparsi del caso.

L’ex. Ed è castiglionese anche un secondo episodio giudiziario che vede un uomo imputato per quanto denunciato dalla sua ex. Alle spalle storie difficili, non diverse forse più di tanto dalla situazione attuale. Alle spalle anche una storia sentimentale, non più tale da tempo. E quando tutto era finito, quando lui era andato a riprendersi le sue cose, il dissapore sarebbe diventato un conflitto, forse anche perché lui avrebbe capito che nella vita di lei c'era un altro. Esercizio arbitrario delle proprie ragioni, ingiurie davanti a terze persone, violazione di domicilio, danneggiamento, molestie telefoniche sono le accuse per le quali un uomo di 38 anni, adesso abitante nel territorio di Gavorrano, è stato mandato a giudizio. Un processo arrivato all'udienza preliminare dopo essere già passato tempo fa per citazione diretta davanti al dibattimento, ma con il giudice che aveva restituito gli atti alla Procura ravvisando l'esigenza del filtro a causa dei reati contestati. Il gup Valeria Montesarchio ha ritenuto comunque sufficienti gli elementi raccolti dal sostituto Alessandro Leopizzi e ha rinviato a giudizio l'uomo, fissando la prima udienza per il 17 gennaio davanti al giudice Giovanni Puliatti. I fatti sono del 2009. Nel corso di alcuni giorni, fino al mese di aprile, lui avrebbe offeso la sua ex, davanti a un bar e sotto casa di lei, sempre a Castiglione della Pescaia, sempre davanti ad alcune persone. Poi, dopo aver forzato la porta, sarebbe entrato senza permesso in quella che era stata casa di entrambi, con lo scopo di portare via le sue cose. Sarebbe stato in questa circostanza che l'uomo avrebbe distrutto i fili dei panni e i cavi delle antenne tv e Sky, come una furia. Poi sarebbero partite anche chiamate telefoniche, anche in orario notturno, sempre all’indirizzo di lei, stando all’imputazione. Erano intervenuti i carabinieri della stazione, che avevano sentito la donna. La Procura aveva poi ordinato l’acquisizione di tabulati telefonici per stabilire quante volte l’uomo aveva chiamato e in quali orari. La donna non si è costituita all’udienza preliminare, mentre l’imputato è assistito dall’avvocato Alberto Bancalà.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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