Italia
Carezze proibite dietro al bancone
GROSSETO. Alla polizia ha raccontato di essere stata molestata sul lavoro. Toccata nelle parti intime dal capo reparto, mentre questi le passava alle spalle: le si sarebbe appoggiato contro...
GROSSETO. Alla polizia ha raccontato di essere stata molestata sul lavoro. Toccata nelle parti intime dal capo reparto, mentre questi le passava alle spalle: le si sarebbe appoggiato contro cingendole la vita con una mano, mentre con l’altra sarebbe stata fatta una carezza proibita sui pantaloni. Un episodio senza testimoni, avvenuto di domenica e denunciato due giorni dopo. Una querela che è costata un rinvio a giudizio a un grossetano di 48 anni, dipendente di un supermercato della città, che dovrà essere processato ai primi di novembre. Lo ha deciso il gup Bilisari.
La parte offesa, assistita dall’avvocato Annalisa Cheppi di Pisa, è una donna di 37 anni, che da pochi giorni (era il luglio scorso) lavorava al supermercato. Un periodo breve che non era stato comunque semplice perché il capo reparto, come ha sottolineato il difensore Massimiliano Arcioni, aveva avuto modo di richiamarla più volte per il ritardo con il quale arrivava sul posto di lavoro. Ritardo che aveva causato anche un momento di tensione, quando il capo reparto l’aveva invitata a essere puntuale e a lavorare e lei aveva risposto male: parole dalle quali il capo reparto si era sentito offeso fino al punto da sporgere querela. Il giorno successivo anche la donna era andata a querelarlo, per quanto avvenuto due giorni prima, cioè per le presunte molestie sessuali. Una dinamica che ha suscitato le perplessità della difesa oltre che la sorpresa del dipendente, il quale non è stato interrogato in fase di indagine e che adesso è chiamato a difendersi in dibattimento. Agli atti anche la testimonianza di una collega che aveva riferito le parole della donna: questa aveva lamentato uno stato di ansia, anche se per origini diverse. La donna aveva poi lasciato quel supermercato ed era stata destinata altrove. (p.s.)
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