Il Tirreno

Grosseto

ORBETELLO

Alghe: «Soluzioni ancora lontane»

Il biologo Lenzi invita a non farsi prendere da facili entusiasmi

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ORBETELLO. Sugli atti deliberati da parte della giunta provinciale di Grosseto relativi alle sperimentazioni sulle biomasse algali negli specchi acquei orbetellani arriva a pronunciarsi il biologo Mauro Lenzi, del Laboratorio di Ecologia lagunare e Acquacoltura (LeaLab).

«Credo che occorra una precisazione _ esordisce Lenzi _ poiché, così come posto, si direbbe che fatto lo studio (spese di appena 20mila euro), abbiamo risolto il problema delle alghe di Orbetello. Viene da chiedersi come mai nessuno ci abbia pensato prima! Perché qualcuno non ha chiamato vent’anni fa il professor Bonari?».

Secondo Lenzi semplicemente perché in realtà le cose non stanno così: «Di studi e tentativi di utilizzo delle masse algali ne sono stati fatti molti. In un studio analogo inteso alla produzione di biogas _ ricorda richiamando uno studio intrapreso dal suo laboratorio in collaborazione con Enea, l’agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l’energia e lo sviluppo economico sostenibile _ abbiamo dato delle speranze e aperto la strada a futuri lavori, anche a quello di Bonari. La differenza è che lo abbiamo fatto senza un finanziamento pubblico e non lo abbiamo pubblicizzato, né prima, né dopo averlo fatto, ma lo abbiamo pubblicato. Se ulteriori studi ottenessero risultati migliori (e per questo va lodata l’amministrazione provinciale: dobbiamo continuare a investire e operare), i tempi non sarebbero comunque immediati. È certamente prematuro parlare di un utilizzo delle masse raccolte, di accordi presi con l’aministrazione comunale, di posti di lavoro, eccetera. Ci saranno comunque varie fasi che devono essere affrontate: la sperimentazione con un impianto pilota, che è la trasposizione dell’esperienza sperimentale di laboratorio ad una fase industriale. Fase, questa, che deve affrontare e risolvere problemi ben diversi; e poi la realizzazione di una struttura industriale. Tutto ciò, ammesso che i risultati sperimentali siano del tutto favorevoli, richiede tempi decisamente lunghi, forse decennali. Nel frattempo l’eutrofizzazione lagunare _conclude il biologo _ deve essere gestita e occorre individuare un metodo efficace e economicamente sostenibile, che non è la raccolta delle alghe». (c.d.v.)

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