Lutto
La diossina supera i limiti Subito bloccato l’inceneritore
SCARLINO. Sono stati gli stessi rilevatori dell’impianto a dire che qualcosa non andava. Nelle emissioni che venivano fuori da uno dei camini dell’inceneritore di Scarlino Energia venerdì pomeriggio...
SCARLINO. Sono stati gli stessi rilevatori dell’impianto a dire che qualcosa non andava. Nelle emissioni che venivano fuori da uno dei camini dell’inceneritore di Scarlino Energia venerdì pomeriggio era presente una percentuale sospetta di diossine, una sostanza pericolosa per le persone. Dati di cui ha preso visione l’Arpat, presente quel giorno nell’azienda per un controllo di routine. È stata quindi la stessa Scarlino Energia a fermare la produzione in via precauzionale e per capire cosa sia successo. Ora la Provincia di Grosseto aspetta una relazione dell’Arpat per decidere come procedere.
«Una procedura che dimostra come il sistema di autocontrollo funziona», spiega Palazzo Aldobrandeschi. L’inceneritore del polo industriale del Casone ha così spento i forni. È la stessa Provincia a darne notizia attraverso una nota.
La chiusura è dovuta a un’emissione sospetta di diossine, come rilevato dagli apparecchi dell’azienda. «È stata infatti riscontrata un’emissione di diossine in un quantitativo anomalo dal camino E2 e in attesa delle indicazione di Arpat, l’azienda ha deciso di fermare tutto, autonomamente come forma di tutela cautelativa della popolazione», spiega l’amministrazione provinciale.
Infatti, venerdì all’interno dell’inceneritore c’erano alcuni tecnici dell’Arpat per un controllo di routine su tutto l’impianto, in parallelo con i rilievi fatti dalla società. Ed è stata proprio questa a prendere visione per prima dei risultati e di decidere di bloccare l’impianto, ancor prima di avere i dati dell’Arpat.
Ora i tecnici sono a lavoro per risalire alla causa di questa emissione sospetta e di provvedere al ripristino, fiduciosa comunque di poter ripartire nei prossimi giorni.
«La Provincia di Grosseto, una volta ricevuti e presa visione dei dati ufficiali di Arpat, potrà agire formalmente nei confronti di Scarlino Energia – continua la nota di Palazzo Aldobrandeschi –. L’evento e l’immediata iniziativa di blocco dimostrano che il sistema di autocontrollo concordato garantiscono sicurezza anche oltre le procedure burocratiche formali». «La società fa sapere, inoltre, che tutti gli altri parametri emissivi al momento della rilevazione erano nella norma – scrive Scarlino Energia –. Nei prossimi giorni, al termine del programma di verifiche già in corso, in accordo con Provincia e Arpat l’impianto sarà riavviato e riprenderà regolarmente l’attività».
Alfredo Faetti
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