Il Tirreno

Grosseto

Imprenditori del vino sotto processo

GROSSETO. L’appuntamento era stato fissato per uno scambio: un assegno da 68.520 euro da sostituire con tre assegni di importo totale pari a quella cifra. Ma lo scambio non ci sarebbe stato. E chi...

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GROSSETO. L’appuntamento era stato fissato per uno scambio: un assegno da 68.520 euro da sostituire con tre assegni di importo totale pari a quella cifra. Ma lo scambio non ci sarebbe stato. E chi doveva consegnare i tre assegni sarebbe addirittura scappato con quell’assegno, che si sarebbe fatto esibire con una scusa, salendo poi velocemente sull’auto con il motore acceso condotta dal figlio.

È un furto singolare quello di cui sono stati chiamati a rispondere due imprenditori del vino, particolarmente noti nella zona di Firenze ma anche in tutta la Toscana. Sono Giacomo Coli, 64 anni, e Filippo Coli, 40 anni, due dei titolari della Coli spa di Tavarnelle Val di Pesa, un’azienda attiva da quasi novanta anni nel settore. Sono stati rinviati a giudizio per un episodio del 6 maggio 2011: il gup Marco Bilisari ha ritenuto sufficienti gli indizi di colpevolezza portati dal pm Salvatore Ferraro e ha fissato l’udienza davanti al giudice Sergio Compagnucci per il 30 settembre. Difesa Girardi e Quaglierini di Firenze.

Secondo l’imputazione, quell’assegno era stato precedentemente consegnato dai Coli per pagare una fornitura di vino della Fattoria Acquaviva di Montemerano. I Coli avevano contattato i responsabili dell’azienda (che si sono costituiti parte civile con l’avvocato Andrea Formiconi) con la promessa di sostituire il titolo con altri 3; quel giorno del maggio di due anni fa si erano dunque incontrati con Serafino D’Ascenzi e con Valentina di Virginio. E a quest’ultima avevano chiesto di poter vedere l’assegno per poter leggere con esattezza l’importo. È a questo punto che Giacomo Coli avrebbe strappato di mano l’assegno alla donna. Filippo avrebbe atteso in auto e insieme sarebbero scappati via a grande velocità. D’Ascenzi e Di Virginio si erano rivolti ai carabinieri di Grosseto per sporgere querela e i militari avevano svolto le indagini, anche in collaborazione con i colleghi di Siena, raccogliendo alcune testimonianze. Il sostituto procuratore ha chiesto il processo e il gup ha accolto la richiesta.

Pierluigi Sposato

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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