Sicurezza
Diportismo nel caos, presto una soluzione
ORBETELLO. Non sembra irritata ma solidale, il sindaco Monica Paffetti con le gente di mare che a Talamone ha fatto esplodere, due giorni fa, una protesta dopo la notizia che la stagione del...
ORBETELLO. Non sembra irritata ma solidale, il sindaco Monica Paffetti con le gente di mare che a Talamone ha fatto esplodere, due giorni fa, una protesta dopo la notizia che la stagione del diportismo nautico è a rischio per i problemi dell’escavazione del fondale del Fossino. E sembra comunque decisa sul fatto che quel canale verrà ripulito, in un modo o in un altro, anche per motivazioni legate al rischio idraulico.
«Ci scusiamo con i nostri concittadini per gli eventuali ritardi che vanno purtroppo al di là del nostro ruolo amministrativo. Alcuni aspetti della gestione di questa situazione non sono di competenza dell’ente comunale, ma legati piuttosto a un dato contingente evidenziato dalla Capitaneria di Porto – dice Monica Paffetti, che fa sapere che già a fine febbraio aveva incontrato i rappresentanti dell’associazione diportistica Marenatura, dando ampia disponibilità alla soluzione del problema degli ormeggi – Nel canale di Talamone, in considerazione dell’assenza di strutture, non sarebbero state necessarie particolari conferenze dei servizi, eccezion fatta per il piano degli ormeggi necessario per avviare la stagione turistica. Ma il 13 marzo di quest’anno la Capitaneria di Porto di Porto Santo Stefano ha emesso un’ordinanza, consultabile da tutti i cittadini che vogliano prenderne visione sul sito della Capitaneria e sul nostro portale, in cui si fa divieto di navigazione nel collettore allacciante occidentale di Talamone a causa del basso livello dell’acqua derivante dai detriti e dai depositi accumulati durante l’alluvione. Quindi, a seguito di tale ordinanza il Comune si era subito attivato con la Regione e con il Consorzio di Bonifica Grossetana per cercare una soluzione tempestiva, ovvero lo scavo del canale, inserita all’interno della progettualità post-alluvione. L’amministrazione ha effettuato una prima conferenza dei servizi alla presenza della Provincia e dell’Arpat, mentre la Capitaneria di Porto, assente, ha provveduto a inviare nei giorni successivi il proprio contributo. Il problema è legato al fatto che gli ultimi 300 metri del canale sono demanio marittimo, e prevedono iter e procedimenti differenti, con un interessamento diretto dell’ufficio ambiente della Provincia – continua la Paffetti – e per questo abbiamo iniziato un nuovo percorso per trovare una soluzione al problema della localizzazione dei fanghi derivanti dagli scavi e sono iniziati i prelievi per le analisi morfologiche, biologiche e fisico-chimico richieste dalla legge. Ma un cosa è certa: il fondale del Fossino dovrà comunque essere escavato, e si tratta di trovare il modo migliore consentito dalla burocrazia che ci permetta di non spendere troppi soldi pubblici. Già nella prossima riunione della conferenza, il 6 giugno, dovremo riuscire a chiarire ancor più tutti gli aspetti irrisolti del problema».
Sabino Zuppa
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