Il dolore
Un dormitorio autogestito e aperto anche alle donne
Manca a Grosseto un posto dove dormire. Mancano letti che possano accogliere chi si trova a vivere per strada, chi non ha una casa, chi, a un certo punto, è costretto a lasciarla e non sa...
GROSSETO. Manca a Grosseto un posto dove dormire. Mancano letti che possano accogliere chi si trova a vivere per strada, chi non ha una casa, chi, a un certo punto, è costretto a lasciarla e non sa dove andare. Un dormitorio aperto sempre. Quello che c’è e che ha una ventina di posti letto, è aperto soltanto durante i mesi invernali, quando il freddo rischierebbe di uccidere chi è costretto a dormire sotto le stelle. «È un servizio di emergenza - spiega Gianfranco Benigni - che ad esempio non prevede posti letto per le donne». E invece, anche loro, da mesi si sono unite alla schiera di chi non ha più nulla e vive per strada». La proposta dell’Anteas per la realizzazione di uno spazio dove chi vive in strada può trovare un letto sul quale dormire è semplice: il dormitorio deve essere autogestito. «Stiamo buttando giù un progetto che vorremmo sottoporre al Coeso e al Comune - dice il sindacalista - e che garantirebbe l’apertura di un dormitorio senza costi aggiuntivi per l’amministrazione. A gestirlo, sarebbero gli stessi utenti». L’idea del segretario dell’Anteas è quella di rendere responsabili le persone che poi utilizzerebbero quei posti letto. Che dovrebbero svolgere un servizio di pulizia, sorveglianza e gestione. «Questo è possibile proprio perché le persone che hanno ora bisogno di questo servizio sono quelle che non ti aspetti di trovare per strada - spiega - Se do da dormire a un operaio edile che ha perso il lavoro e non può permettersi un posto per dormire, è chiaro che posso anche chiedergli di gestire il suo spazio». l’idea romantica del clochard, se mai c’è stata, del barbone che vive sotto le stelle perchè vuole il cielo come tetto a Grosseto non vale. Almeno a leggere i numeri di chi si rivolge al servizio della Cisl e a quello della Ronda della solidarietà. «E poi ci sono le donne - aggiunge Benigni - che non hanno uno spazio loro al dormitorio nemmeno quando è aperto». Il nuovo dormitorio potrebbe invece avere cinque o sei posti letto per le donne e una ventina per gli uomini, docce e bagni puliti dove darsi una sistemata e potrebbe anche dare lavoro a un paio di persone, per la gestione dello spazio. «Con poco si riuscirebbe a far funzionare un servizio che sta diventando quasi fondamentale per la città - dice il sindacalista, perché a Grosseto le persone che hanno bisogno aumentano ogni giorno e dobbiamo dare delle risposte anche a chi attraversa un periodo di difficoltà». Difficoltà che coinvolge sempre più persone alle quali la crisi ha portato via tutto.
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