Il Tirreno

Grosseto

Il naufragio della Concordia in una tesi

di Gabriele Baldanzi
Il naufragio della Concordia in una tesi

Il soccorritore Gianni Barbetti è stato il primo in Italia a laurearsi con uno studio del disastro all’università di Perugia

2 MINUTI DI LETTURA





GROSSETO. Una tesi di laurea sul naufragio della nave Costa Concordia. L'analisi dell'organizzazione dei soccorsi e la gestione sanitaria dell'evento. L'ha brillantemente discussa qualche giorno fa all'Università degli studi di Perugia, il dottor Gianni Barbetti, grossetano, dipendente di Toscana Soccorsi, uno dei volti più conosciuti in Maremma quando si parla di primo soccorso.

Laureato in Scienze Forestali nel 2005, Barbetti, dopo aver svolto centinaia di ore di corsi e aver conseguito diverse abilitazioni, ha sempre lavorato come tecnico del soccorso nelle postazioni 118 della provincia di Grosseto.

Adesso, insieme ad altri tre colleghi di Pistoia, ha portato a conclusione il corso di laurea triennale in Attività di protezione civile e maxi emergenza. «Mi piace questo lavoro - racconta - e l'obiettivo è sempre quello di crescere, migliorare. Il corso ci ha dato una solida preparazione permettendoci di acquisire competenze finalizzate alla salute dei cittadini e all'attuazione di misure preventive nella gestione degli eventi calamitosi».

Perché una tesi sulla Costa Concordia? «Diciamo che tra chi opera nel campo dell'emergenza grossetano - spiega Barbetti - il disastro del gennaio 2012 l'ho vissuto in prima persona. Approfondire l'organizzazione dei soccorsi e la gestione sanitaria dell'evento è stato un lavoro interessante e formativo. Peraltro il mio ruolo, la mia esperienza diretta (assolutamente marginali) direi che non hanno viziato il lavoro. Come correlatore della tesi avevo invece il dottor Robusto Biagioni, responsabile del 118 di Grosseto, che nelle prime 72 ore guidò i soccorsi sanitari al Giglio e gestì l'emergenza dei naufraghi feriti, occupandosi delle 68 persone ricoverate nelle strutture sanitarie locali nelle prime ore dopo il naufragio».

Relatore della tesi di Barbetti è stato il dottor Ciciliano, responsabile delle risorse e maxi emergenze sanitarie del dipartimento di Protezione civile di Roma.

Le conclusioni a cui giunge Barbetti nella sua tesi è che Protezione Civile, istituzioni coinvolte e Asl 9 svolsero un lavoro eccellente e quella che inizialmente era sembrata una gestione impossibile del naufragio si rivelò poi fattibile e addirittura positiva, grazie ad una mobilitazione senza precedenti.

Con questo ulteriore titolo in mano, a conclusione di un percorso formativo sui rischi in ogni settore (da radiazioni, di natura chimica, nel campo idrogeologico, sismico e vulcanico) e sulle tecniche di primo soccorso delle popolazioni coinvolte in eventi catastrofici sia di origine naturale che intenzionalmente provocati, Barbetti può adesso tenere corsi per enti pubblici, privati, scuole e aziende sanitarie promuovendo i quattro anelli fondamentali della catena di protezione civile: previsione, prevenzione, superamento della crisi e ritorno alla normalità.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Sicurezza

Massa, tre rapine in due ore in centro: arrestati due giovanissimi

di Redazione Massa