Gioco
Tenta il suicidio per donare gli organi
L’uomo aveva scelto il vecchio pronto soccorso. Voleva essere trovato: è ancora in Rianimazione al Misericordia. Aveva perso il lavoro e viveva in un camper in città
GROSSETO. L’ultimo pensiero che ha avuto prima di decidere di morire è stato quello di donare i propri organi. Di dare una vita migliore a chi una vita ce l’aveva ancora, a differenza di lui, che aveva scelto di morire. E aveva scelto di farlo sotto il vecchio pronto soccorso, vicino ai medici che sarebbero potuti intervenire in un attimo. Non per salvarlo - aveva pensato - ma per permettere ad altre persone di tornare a vivere. È una storia di miseria economica e ricchezza d’animo quella dell’uomo che venerdì sera alle 19.20 è stato trovato appeso a una corda sotto il vecchio pronto soccorso dell’ospedale salvato dal primario Mauro Breggia che era passato da lì per caso. È ancora in Rianimazione ma sembra che possa cavarsela. L’uomo, cinquant’anni originario di Firenze m residente a Tirrenia faceva il camionista e aveva tutte le patenti che servono per lavorare. Poi, si era presentato alla sua porta il bisogno di ottenere soldi liquidi e aveva pensato che avrebbe potuto licenziarsi, incassare così il tfr e poi cercare un altro lavoro. Era certo di poter percorrere questa strada senza intoppi. Ma il mondo del lavoro si è trasformato in una fortezza inespugnabile e lui è rimasto fuori, ad aspettare un treno che non sarebbe più arrivato. Ridotto sulla soglia della miseria, il cinquantenne pisano era arrivato da poco a Grosseto dove aveva trovato da vivere in un camper parcheggiato dietro il comando dei vigili del fuoco. Una cucina alimentata con una bombola del gas, qualche vestito e un lettino sul quale dormire. Quando i poliziotti delle volanti sono andati a cercare indizi utili a rintracciare i familiari dell’uomo, venerdì sera, non avevano trovato granché. Solo quella lettera, scritta a mano su un foglio protocollo a righe per salutare i suoi familiari, per pregare la polizia che non dicessero loro che si era ucciso e soprattutto per chiedere che venisse esaudito il suo ultimo desiderio: «Non ho più niente da fare qui - ha scritto l’uomo - spero solo di essere trovato presto per donare i miei organi». Per fortuna non c’è riuscito. Ma aveva predisposto tutto, anche che i suoi organi venissero donati.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
