Gioco
La salma torna in Svizzera per l’addio al sindacalista
CIVITELLA PAGANICO. Marcello Malentacchi oggi tornerà in Svizzera dove sarà tumulato. Il segretario della Federazione internazionale dei metalmeccanici trovato morto venerdì verso le 13 sul ciglio...
Marcello Malentacchi oggi tornerà in Svizzera dove sarà tumulato. Il segretario della Federazione internazionale dei metalmeccanici trovato morto venerdì verso le 13 sul ciglio della strada che collega Montorsaio a Pietratonda tornerà quindi a Ginevra, dove viveva da tempo con la moglie Giuseppina che ieri è arrivata in Maremma dove l’uomo stava trascorrendo qualche giorno libero. Il sindacalista, che rappresentava i metalmeccanici a livello internazionale è stato trovato sul ciglio della strada da due operai che erano passati da lì per andare a pranzo. Al loro ritorno hanno notato l’uomo a terra e quando è arrivato il personale del 118 e la pattuglia della polizia stradale di Arcidosso, lo hanno trovato già senza vita e con la bicicletta ancora inforcata.
La salma, fino a ieri pomeriggio, è rimasta a disposizione della magistratura ma dopo la ricognizione cadaverica esterna, il pm Laura D’Amelio ha deciso di non procedere con l’autopsia. Malentacchi è stato ucciso da un malore. Un infarto fulminante, probabilmente, visto che non risultava soffrire di malattie particolari. E la sua passione per il ciclismo, pareva confermare appunto ala sua buona salute.
La sua auto era parcheggiata sotto casa, a Batignano. Il suo buen retiro, il posto dove l’uomo era solito passare i girni liberi dal suo impegno sindacale che lo portava in giro per il mondo. A parlare a folle oceaniche di lavoratori e a portare avanti trattative delicate come quelle della Thyssen o della Renault.
La polizia stradale, dopo aver avvertito anche l’ambasciata della scomparsa dell’uomo si è messa alla ricerca dei parenti del sindacalista e dalla Maremma, gli agenti della polstrada hanno contattato la moglie in Svizzera. È stata lei ad avvertire le due figlie dell’uomo che lavorano in Svezia.
In Maremma aveva alcuni parenti. E a questa terra era molto legato. Era partito da qui, a diciassette anni, e nella sua vita ha rappresentato qualcosa come 25 milioni di lavoratori di 101 paesi diversi. Nel suo campo veniva considerato «un vero campione di solidarietà internazionale del lavoro», un genio della diplomazia.
«Quando ero piccolo la Maremma era maledetta ora é più che mai benedetta». La raccontava così, Malentacchi, la sua terra. A Braccagni era nato 66 anni fa. E due giorni fa è morto a pochi chilometri di distanza, su una strada che voleva percorrere in sella alla sua bicicletta. (f.g.)
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
