Gioco
Emiliani va all’attacco per lo sfalcio del fieno
Sotto accusa la Provincia che ancora non dà il via libera nella golena del Bruna e del Sovata. «E poi l’alveo è pieno di tronchi. Così alla prima piena è rischioso»
CASTIGLIONE. Come un novello don Chisciotte, Massimo Emiliani veterinario di lungo corso e titolare dell’azienda agricola a Porta a Colle, sulla strada provinciale Castiglionese, ha deciso di intraprendere la sua battaglia personale contro la Provincia e l’ufficio demanio.
Motivo del contendere le difficoltà per effettuare lo sfalcio del fieno nella golena sul fiume Bruna, e anche del Sovata.
La vicenda, come la racconta Emiliani, ex sindaco del Comune di Castiglione negli anni novanta, sembrerebbe irreale, quasi da commedia. La golena dei fiumi infatti, da sempre è territorio aperto allo sfalcio del fieno: alcuni agricoltori della zona, in particolare quelli che hanno del bestiame, Emiliani ha circa 120 capi fra cavalli e vacche che alleva per il solo gusto del possesso e non certo per la macellazione che non ha mai fatto e per la soddisfazione di chi frequenta il suo agriturismo, annualmente sottoscrivono un accordo con l’Ente.
In base agli ettari disponibili viene stipulata un’assicurazione per gli eventuali danni, e inizia la trebbiatura del fieno. Quest’anno però sembra che la questione sia difficile da risolvere. La Provincia, secondo Emiliani, chiede infatti che prima avvenga la stipula dell’assicurazione per poi procedere a sottoscrivere l’intesa. Una cosa secondo lui impossibile, anche perché l’assicurazione va in base anche agli ettari disponibili da sfalciare. Insomma, un gioco al rimando che ancora non ha trovato soluzione con il fieno che è di fatto ancora lì, nella golena in attesa. Emiliani però non si vuole dare per vinto e anzi promette che ricorrerà al Tribunale per dirimere la questione.
Il suo è un racconto accorato, per un luogo come quello della palude che ama, e che invece vede lasciato al suo destino: «Ci sono molte situazioni che non capisco – attacca. Perché per esempio viene sfalciato l’argine, e non si taglia vicino al fiume? Sull’argine nidificano e trovano il cibo numerose specie di animali, e invece con un taglio che non si capisce, le sponde vengono regolarmente pulite per un lavoro che invece non serve, per non parlare delle buche fatte dalla nutrie che non vengono riparate. Nel letto del fiume però ci sono tronchi d’alberi, e tutto quello che scende a valle con le piene invernali: sotto il ponte di Macchiascandona per esempio, le arcate sono piene di detriti. Secondo me è una situazione che non si spiega».
Di solito sono circa 5 mila i quintali di fieno che vengono raccolti, con la formazione di almeno 1200 rotoballe, e ormai sono in pochi quelli che ancora resistono e si danno da fare per lo sfalcio del fieno. Conclude il suo sfogo Emiliani: «La procedura secondo gli impiegati è pronta da mesi, ma viene lasciata ferma in un cassetto. Personalmente la vedo come una questione di principio, e sono deciso ad andare fino in fondo».
Come un novello don Chisciotte appunto, contro i suoi mulini a vento.
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