Sicurezza
Da imprenditrice a volontaria in Kenya
La storia di Chiara, 42 anni. Dopo la chiusura della sua azienda ha scelto di dare una mano alle donne africane
GROSSETO. Da artigiana a volontaria in Africa, questa è la storia di Chiara che ha scelto a quaranta anni di dedicarsi agli altri.
Chiara Simeoni, grossetana, ha 42 anni e la sua vita non è certo di quelle che possono definirsi comuni: delle avversità personali hanno portato la maremmana a trovarsi di fronte a alcuni problemi lavorativi che hanno fatto sì che l’azienda di sua proprietà chiudesse i battenti. Rimettersi in sesto e trovare nuovi piani di vita certo non è stato semplice ma Chiara, ex associata di Confartigianato Imprese Grosseto, ci è riuscita e con successo.
La grossetana ha infatti conosciuto suor Silvia Polidori, Piccola ancella del Sacro Cuore, ma soprattutto i progetti della sorella all’estero. Così a gennaio dell’anno scorso l’artigiana è partita per la volta del Kenya per arrivare nella comunità rurale di Ithanga dove è in atto un’iniziativa per sostenere un gruppo di donne sieropositive. Il viaggio le ha cambiato la vita, perché a fine 2012 la grossetana è nuovamente partita per l’Africa e a giugno prenderà ancora l’aereo per raggiungere la sua comunità adottiva. «Assieme a queste donne — dice Chiara — oltre a condividere le nostre esperienze di vita, facciamo piccoli lavori di artigianato: principalmente creiamo rosari con le perline, ma adesso ci stiamo aprendo anche a nuove idee. E proprio grazie all'aiuto volontario di molti dipendenti e associati di Confartigianato siamo riusciti a accompagnare queste donne in gita a Nairobi: abbiamo visitato il museo nazionale, condiviso il pranzo al sacco in un parco e visitato un centro commerciale e il mercato dell'artigianato. In questo modo le donne hanno avuto la possibilità di vedere e toccare con mano quali prodotti vengono venduti nei negozi, i loro prezzi e la loro qualità. Inutile descrivere lo stupore del gruppo una volta arrivato in città. Ogni piccolo particolare era un'attrazione, anche quello che per noi è un semplice cancello automatico». La missione di Ithanga porta avanti altri progetti tra cui prestiti solidali economici per decine di famiglie, la costruzione di pozzi e cisterne, l'assistenza ai malati e ai bambini in difficoltà: tutto merito delle suore.
«Le famiglie della comunità sono molto accoglienti — dice Chiara — e vivono problemi simili ai nostri: economici, di relazione, di salute. Ma le necessità quotidiane della popolazione sono estremamente diverse. Le case dei villaggi non sono rifornite di acqua e elettricità e così gli abitanti devono organizzarsi per trovare qualcosa di cui sfamarsi e dissetarsi. Nonostante le condizioni precarie sono comunque orgogliosi di ciò che hanno e te lo offrono con tutto il cuore, si tratti di un mango o una tazza di tè. Questa per l'agricoltura è stata un'annata difficile e così i problemi si fanno sentire ancora più forti».
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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