Sicurezza
«Non lasciamoci fregare»
Ulivieri tuona contro la fusione dei comuni sull’Amiata
CASTEL DEL PIANO. «Se la Regione pensa di abbindolare l’Amiata col lecca lecca dei soldi che arrivano a quei comuni che si fondono, non ci sto assolutissimamente e reputo superficiale affrontare così le questioni». Il presidente dell’Unione dei comuni Amiata grossetana, Franco Ulivieri, alla notizia che i sindaci di Castel del Piano e Arcidosso erano stati convocati in audizione dalla commissione regionale perché il consigliere Gambetta Vianna del gruppo Più Toscana col collega Lazzeri, avevano in animo di presentare una proposta di legge per fondere Castel del Piano e Arcidosso, spara a zero su sistemi che definisce «inaccettabili».
«Non posso sopportare che esponenti della Regione che non sanno nemmeno dove si trova l’Amiata e non conoscono il territorio, vadano ad interferire con corde e scelte sensibili che interessano solamente la popolazione amiatina. Di quali interessi collettivi sono portatori?», tuona Ulivieri. Che prosegue: «Gli amministratori locali sapranno fare la loro parte per operare per il bene comune, senza imposizioni dall’alto».
Intanto lunedì prossimo l’argomento sarà portato all’ordine del giorno della conferenza dei sindaci e, fra 15 giorni, i sindaci dell’Amiata grossetana e il presidente dell’Unione si presenteranno a scozzare le carte in commissione regionale. Ulivieri non vuole specificare cosa andranno a dire a Firenze perché ancora la questione deve passare attraverso la conferenza dei sindaci di lunedì, ma spiega alcuni punti cardine: «Affrontando in questa maniera i problemi, sventolando i ricchi premi e cotillon che ci sarebbero in caso di fusione, cavalcando l’approccio superficiale alla questione, si mette alla berlina un intero territorio. Con questi giochini si rischia di affondare un territorio e di spaccarlo. Abbiamo superato, come montagna, crisi che ci toccavano profondamente. Adesso tutto quel che abbiamo fatto dove va a finire, se accettiamo l’esca regionale? Rivendichiamo il diritto di decidere come territorio».
«Se si pensa di attrarci con un piatto con due lenticchie – conclude Ulivieri – mi sento di accettare la provocazione del consigliere di Rifondazione Sergio Bovicelli che dice che se il progetto politico è accaparrarsi due lire, allora chiediamo di diventare, come montagna, luogo di stoccaggio di materiale nucleare. Vedete quanti soldi ci mandano». (f.b.)
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