La manifestazione
«Illogico escluderci dalla giunta»
Camera di commercio, Federalberghi protesta: il turismo è rimasto senza rappresentanza
GROSSETO. Sfuma la poltrona e si accende la polemica: a lamentare il danno subìto è la sezione provinciale della Federalberghi che si è vista tagliata fuori dalla nuova giunta della Camera di commercio.
L’organo che rappresenta il tessuto produttivo locale ha rinnovato in questi giorni i propri vertici. Confermata la guida del presidente Gianni Lamioni, allargato il consiglio a 23 componenti (rappresentati anche i liberi professionisti con la presidente del collegio dei geometri, Paola Boracelli). È stata anche rinforzata la presenza femminile, ma della presidente di Federalberghi Emanuela Fontana Antonelli, in giunta, non c’è traccia.
L’accusa. «Federalberghi, che si è sempre mossa per valorizzare gli interessi economici e sociali di quegli imprenditori che hanno fatto, veramente, la storia del turismo in Maremma, è stata lasciata fuori dall’organismo di vertice della Camera di Commercio. E così un settore che si fa carico dell'ospitalità tradizionale, che garantisce occupazione stagionale o a tempo indeterminato in maniera consistente, che ha bisogno di confrontarsi, di proporre le sue idee o iniziative per valorizzare il territorio e promuovere la Maremma, viene ancora una volta penalizzato da logiche incomprensibili. Dispiace soprattutto rilevare che nella giunta attuale non risulta prevista nessuna rappresentanza del comparto turistico, ciò contrariamente non solo al buon senso, ma anche ad ogni logica strategia imprenditoriale». Così Federalberghi, in una nota a firma della presidente Antonelli.
Niente chiacchiere. La risposta alla sfuriata di Federalberghi non arriva. Almeno non arriva dalle parti della Camera di commercio: Lamioni preferisce non fare alcun commento sulla questione ed evita ogni genere di polemica. Diverso l’approccio di Filippo Lombardelli, numero uno di Confcommercio: Federalberghi infatti, nonostante storicamente abbia sempre goduto di grossa autonomia, rimane pur sempre una realtà interna alla più ampia Confcommercio.
La linea. Nell’indicazione dei sei posti liberi in giunta un ruolo determinante lo hanno le associazioni di categoria. Un gioco di equilibri che non può fare tutti felici. La linea è stata chiara e tutta dedicata a spingere altre figure di rilievo. «Con Federalberghi – dice il presidente di Confcommercio – abbiamo un rapporto cordiale e di unità d’intenti, come sulla tassa di soggiorno. C’è malumore per aspettative che si erano create. Certo, ci avrebbe fatto piacere che esponenti di Federalberghi fossero entrati, ma con il ridotto numero di posti in giunta non era semplice». Ma il turismo non sarà abbandonato: «Confcommercio, come sempre, si fa garante di tutte le problematiche del settore. Un comparto che non è solo hotel». Insomma «non può divenire tutto un gioco di spartizione delle poltrone». Poi il numero uno Confcommercio ricorda importanti iniziative come il Maremma Wine e Food Shire o l’attenzione ai Centri commerciali naturali. Un modo per far intendere, con i fatti, che un occhio di riguardo verso un’area importante come quella turistica c’è e ci sarà.
Al vertice. Intanto è attesa la nomina del vice presidente della Cciaa. Favorita pare la commerciante Carla Palmieri, proprio sponda Confcommercio. «Soddisfatti e felici di aver puntato su di lei, una delle imprenditrici più in gamba che ci siano sul territorio» chiosa Lombardelli.
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