Sicurezza
Depositata la richiesta per la Prodi bis
Il giudice valuterà ora lo stato d’insolvenza della società e procederà alla nomina del commissario
L’appuntamento vero, quello importante, ieri mattina era al tribunale di Grosseto dove è stata depositata la richiesta di ammissione alla Prodi bis, l’amministrazione straordinaria della società. L’avvocato fiorentino Lorenzo Calvani, che ha seguito i lavoratori della Mabro ha chiesto la valutazione dello stato d’insolvenza di Abbigliamento Grosseto. Richiesta, questa, che segna il primo passo verso la Prodi bis. «La procedura dell’amministrazione straordinaria - spiega -prevede per prima cosa la verifica dello stato d’insolvenza dell’azienda. Qui i numeri parlano chiaro». La situazione debitoria di Abbigliamento Grosseto è stata messa nero su bianco nel bilancio della società, con quegli 8 milioni e mezzo di euro che mancano all’appello. La legge infatti prevede che uno dei r equisiti per accedere alla Prodi bis sia proprio la certificazione dei debiti per due terzi del patrimonio societario oltre a un numero di dipendenti pari a duecento. Ora, il prossimo passo sarà la fissazione di un’udienza in tribunale al quale sarà chiamato a presentare la documentazione Andrea Barontini. «È un passaggio tecnico questo - continua l’avvocato - che serve appunto per il deposito dei libri contabili in mano al giudice. In questo modo, se vengono riconosciuti i requisiti, sarà il tribunale a nominare un commissario che traghetti l’azienda fuori da questa situazione». Due sono le strade che può percorrere il commissario. «Se ci sono i requisiti per il salvataggio - dice ancora - si può decidere di cedere l’azienda entro un anno oppure di ristrutturarla. In questo caso il commissario ha due anni di tempo a disposizione».
Una procedura complicata che su due passi non ha effetto sui lavoratori, che sono ancora senza stipendio e senza cassa integrazione. «La speranza ovviamente è che, se la Prodi bis verrà accettata il commissario presenti un piano di salvataggio e la Mabro torni a lavorare come merita - dice ancora - perché serve una prospettiva seria per portare quest’azienda fuori dalla situazione nella quale si è arenata». Il commissariamento della fabbrica serve anche a ridare fiducia agli operai che hanno smesso di lavorare. «Non si fidano di questa proprietà - aggiunge - e non potevano accettare che il piano industriale fosse presentato da Barontini». (f.g.)
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