Italia
«Con quella sagra non c’entriamo»
Confesercenti e Confcommercio: il nostro logo non autorizzato
ALBINIA. Sagra del Pesce povero e locandine con il logo Confesercenti e Confcommercio: peccato che con quella festa, organizzata dall’unione sportiva dilettantistica di Albinia, le associazioni di categoria non hanno nulla a che fare.
A mettere i puntini sulle i sono direttamente i vertici delle due realtà che tutelano i diritti dei commercianti. Su manifesti e volantini della sagra paesana pare sia finito anche il logo Vetrina Toscana, format di Regione e Unioncamere. Il progetto, conta oltre 700 ristoratori e quasi 300 botteghe alimentari d’eccellenza. Un circuito nato per valorizzare le tradizioni toscane tramite un programma di eventi periodici, come nel caso del “Pesce povero” o “Pesce dimenticato”, rassegne andate in scena sul finire dello scorso anno.
«Stiamo facendo le verifiche del caso – dice il presidente di Confcommercio, Filippo Lombardelli – per cercare di capire come sia arrivato il via libera all’utilizzo dei marchi. Noi il permesso non lo abbiamo dato di sicuro. Ribadiamo quindi che in nessun modo e per nessun motivo possiamo essere coinvolti nell’organizzazione di una sagra come questa, che tra l’altro sfrutta impropriamente un format già proposto a livello istituzionale dal circuito regionale Vetrina Toscana. Poi il numero uno della Confcommercio coglie l’occasione per tornare a parlare di regolamenti legati alle sagre: «La nostra posizione è chiara: occorre esaltare i prodotti locali e limitare il numero delle giornate. I ristoranti rappresentano un servizio che copre 365 giorni all’anno, un qualcosa che, nel periodo invernale, porta quasi a rimetterci dei soldi. Arrivare di punto in bianco e mettersi di traverso nel periodo estivo significa mandare un comparto in difficoltà».
Dunque non più di «cinque giorni di sagra al massimo, compreso un fine settimana. Largo poi a controlli sanitari adeguati e assenza di minorenni a servire». Basta dunque con la disparità di trattamento rispetto a chi paga le tasse e tira la cinghia tutto l’anno.
Anche la lista delle vivande non sfugge all’attenzione di Lombardelli: «Basta con le fotocopie di quello che si trova nei ristoranti. Intanto da parte nostra abbiamo in mente di promuovere locali con menu particolari», una risposta dei ristoratori a suon di offerte che riescano ad avvicinare la gente dalla propria parte e strapparla alle sagre.
Per trattare la questione delle feste paesane, da Confcommercio annunciano incontri con i sindaci di Capalbio e Orbetello. Tutto nell’attesa di capire perché i simboli delle due associazioni di categoria e di Vetrina Toscana siano finiti sulle locandine pubblicitarie della sagra del Pesce povero di Albinia: uno dei “ristoranti a cielo aperto” poco amati da chi cerca di tutelare in ogni modo i propri associati.
Maurizio Bernardini
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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