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Grosseto

Ragazzini presi mentre tentano un furto

Ragazzini presi mentre tentano un furto

Sono due nomadi residenti a Roma, uno ha 15 anni, l’altro 14. La polizia chiamata da un cittadino

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GROSSETO. Il più grande non ha ancora compiuto 15 anni, ma è già un esperto del ramo, il più piccolo non è ancora 14enne. I due ragazzini, probabilmente due cugini, ambedue di nazionalità Croata, ma nati in Italia e residenti a Roma, sono stati presi dalla polizia, lunedì scorso, mentre tentavano di entrare in un appartamento, a Grosseto. Lunedì mattina, poco prima delle 11, armati di cacciavite e tenaglie, i due erano già riusciti a estrarre il cilindro della serratura di una porta al terzo piano di un palazzo del centro di Grosseto e sarebbero entrati facendo man bassa di quanto avrebbero trovato all'interno dell'abitazione, vuota perché la proprietaria era in vacanza. Il piano è andato in fumo, però, perché un vicino, insospettito dalla loro presenza, aveva continuato a osservarli attraverso lo spioncino del proprio portone e aveva chiamato il 113. La questura aveva subito inviato una volante e i poliziotti, entrando nel palazzo, avevano avvertito la presenza di persone che acceleravano i passi salendo per le scale. I due ragazzini avevano cercato, infatti, di rintanarsi al quarto piano, dove gli agenti li hanno trovati, insieme agli attrezzi del mestiere e al cilindro della serratura appena smontata. Una volta portati in questura e interrogati, i poliziotti hanno appreso, con una certa sorpresa, che il più grande dei due, non ancora 15enne e che risiede in un campo nomadi di Roma, aveva già dei precedenti di polizia per furti in abitazione ed era già stato arrestato per questo. Il più giovane dei due, anche lui residente a Roma, ma non in un campo nomadi, ha fornito una falsa identità, affermando, però, di non avere ancora 14 anni. Attraverso la rubrica del suo cellulare la polizia ha rintracciato la madre che, un paio di ore dopo, si è presentata in questura con i documenti e ha certificato il vero nome del ragazzino, confermando l'età. I due giovanissimi hanno raccontato di essere arrivati a Grosseto da soli, in treno, ma durante l'interrogatorio hanno continuato a ricevere telefonate – alle quali non potevano rispondere – che lascerebbero presumere che non fossero proprio del tutto soli o che, comunque, ci fosse qualcuno ad attendere l'esito della loro attività. Il più grande dei due si è anche messo a piangere quando gli hanno detto che sarebbe stato arrestato con l'accusa di tentato furto in appartamento, in concorso. Gli agenti della questura lo hanno accompagnato al centro di prima accoglienza per minori di Firenze. Il più piccolo, data l'età, non è imputabile ed è stato riconsegnato alla madre. «Anche in questo caso – ha spiegato l'ispettore capo Claudio Falciani – è stata determinante la collaborazione di un cittadino. È bene chiamare subito i numeri di emergenza».

Enrico Pizzi

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