Finanza
Per Schettino processo ordinario
Il gup dice no a nuovi approfondimenti e all’aggravamento del reato. Cessato l’obbligo di dimora
GROSSETO. No al rito abbreviato, no all’integrazione probatoria, no all’aggravamento dell’imputazione da colpa a dolo, no alla corte di assise. Sì alla cessazione dell’obbligo di dimora a Meta di Sorrento, sì all’accoglimento integrale di tutte le ipotesi di reato formulate dell’accusa, sì al giudizio davanti a un collegio. Francesco Schettino va a processo. Prima udienza il 9 luglio con rito ordinario: dibattimento classico (e pubblico) per il comandante adesso diventato ufficialmente imputato per il disastro della Costa Concordia. Dice soddisfatto il procuratore capo Francesco Verusio: «Credo che l'esito abbia confermato in toto il nostro impianto accusatorio».
Cinquantamila pagine. Fine dell’udienza preliminare, dunque, con tutto il pomeriggio di ieri dedicato all’inserimento nel fascicolo del dibattimento delle cinquantamila pagine dell’inchiesta. Decine di faldoni che hanno occupato due file sui tavoli del Moderno, che resterà aula di giustizia anche questa estate. E anche oltre, verosimilmente.
No al proscioglimento. Nelle 104 pagine del decreto di rinvio a giudizio, il giudice Pietro Molino (che l’8 luglio deciderà sui patteggiamenti degli altri 5 indagati) dichiara di non avere avuto dalla difesa elementi tali da poter decidere per l’insussistenza di abbandono della nave. Pepe e Laino avevano invece sostenuto che se il comandante era sul ponte 3 era perché lì c’era bisogno, perché tutti gli ufficiali erano lì a soccorrere i passeggeri e non aveva più senso restare in plancia. Quando gli altri erano caduti in acqua e lui era scivolato sulla lancia, sempre secondo la difesa, Schettino aveva provato a risalire a bordo ma il mezzo che l’aveva preso a bordo aveva disposizioni contrarie. I difensori avevano chiesto il non luogo a procedere anche «per ridare un’immagine alla Marina italiana» e avevano criticato la Procura per lo stile romanzato («stile Saviano») delle accuse mosse.
Accertamenti inutili. «Irrituale» poi per il giudice la richiesta di approfondimenti avanzata dalla difesa, perché le due soluzioni proposte in combinazione (incidente probatorio e integrazione probatoria) sono incompatibili tra di loro. E comunque stiano le cose la richiesta invoca approfondimenti già effettuati «e oggetto di ampia analisi in fase di indagine» e in forma garantita dall’incidente probatorio. Con questi stessi motivi sono state respinte le analoghe richieste di alcune parti civili. Impossibile poi allargare le indagini ad altri soggetti.
Colpa o dolo eventuale? Il gup non ha dubbi: colpa. A parte il fatto che il giudice dovrebbe rimandare gli atti al pm in caso di reato più grave, secondo Molino è indiscutibile che una manovra di avvicinamento fatta secondo le regole non concretizza «quel rischio folle» o «assurdo» invocato. E dopo? Anche dopo l’urto c’è solo colpa. Perché Schettino avrà anche dato «disposizioni tardive, confuse, sbagliate, illogiche, quanto si vuole, ma comunque finalizzate a far scendere i passeggeri sulle scialuppe».
Parti offese. Dal 9 luglio si comincia. Le parti offese saranno avvisate con i medesimi “pubblici annunzi” utilizzati in sede di incidente probatorio.
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