Il dolore
Metano e fertilizzanti dalle alghe lagunari È pronto uno studio
La Provincia cerca 20mila euro per finanziare il progetto L’indagine servirà a capire se la biomassa è riutilizzabile
ORBETELLO. Le alghe della laguna di Orbetello potrebbero diventare una risorsa e non un più un problema da gestire. Questi gli indirizzi della giunta provinciale grossetana che, approvando la delibera datata 15 maggio 2013, punta a reperire risorse da destinare a un’indagine preliminare sulla valorizzazione delle macroalghe negli specchi acquei orbetellani.
Ventimila euro la somma richiesta alla Regione Toscana per l’affidamento dello studio, che sarà condotto per sei mesi da un gruppo di consulenza tecnico-scientifica coordinato dal professor Enrico Bonari, direttore del Centro interuniversitario di ricerca sulle biomasse da energia (Cribe) di San Piero a Grado (Pisa), composto dallo stesso Cribe (titolare dell’incarico) e dal Consorzio Re-cord di Firenze (per la responsabilità scientifica del professor David Chiaramonti dell’università di Firenze).
A collaborare a stretto contatto con gli istituti accademici di ricerca dovrebbe esserci anche il laboratorio di Orbetello Ecolab, struttura con finalità di supporto a tutte le attività di pesca e acquacoltura nella bassa Maremma, che nel bel mezzo della stagione estiva 2012 ha chiuso i battenti mandando i cinque dipendenti specializzati della società consortile Polo universitario grossetano scarl al suo interno – quattro ricercatori e un tecnico di laboratorio – in cassa integrazione a zero ore. «Riuscendo a trovare le risorse necessarie, rimetteremmo in piedi Ecolab – spiega l’assessore all’Ambiente Patrizia Siveri – e ci troveremmo ad attivare nuovamente una possibilità di lavoro anche sul territorio orbetellano».
Entrando nel merito della sperimentazione, quali potrebbero essere i riusi delle materie algali che popolano la laguna? Come noto, molte sono le ipotesi formulate sull’impiego della biomassa proveniente dalle marcroaghe per individuare una soluzione alternativa allo smaltimento: dalla produzione di fertilizzanti folgiari di qualità, all’estrazione di amminoacidi, citochinine e ormoni promotori della crescita di interesse pratico-applicativo, alla produzione di compost da impiegare come concime organico o ammendante, o la produzione di biocarburanti.
Lo studio si propone quindi di approfondire «la stima della potenzialità produttiva stagionale della laguna di Orbetello in termini di biomassa algale al fine di prevedere modelli di raccolta predefiniti nel tempo e nello spazio del tutto sostenibili sotto il profilo ambientale e da un punto di vista economico/operativo». Ultimo punto di interesse della ricerca è operare sulle potenzialità di generazione di biogas e di biometano attraverso la campionatura dei diversi tipi di biomassa algale.
Per l’assessore Siveri è ancora prematuro parlare della creazione di impianti di lavorazione delle alghe, ma, spiega, «se le ricerche dovessero produrre i risultati auspicati, abbiamo discusso anche con l’amministrazione di Orbetello per creare una struttura all’interno del Comune stesso e nella prossima stagione estiva, magari, non ci limiteremmo a buttare le alghe, ma potremo riutilizzarle».
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