Sicurezza
Troppo rumore la sera Via il gazebo del ristorante
Il Comune vince al Tar contro il bar del Filare: la tettoia deve essere tolta Spesso si trovavano lì a cena in primavera anche i ragazzi del Gavorrano calcio
GAVORRANO. Quella veranda deve essere tolta. È questa la decisione del tar, che arriva alla fine di una controversa contesa legale, che ha visto da una parte la cooperativa La Colonna, che gestisce un bar ristorante a Filare, e l’amministrazione comunale di Gavorrano. L’oggetto del contendere sono circa ottanta metri quadrati al fianco dei locali nella frazione, in piedi già da diversi anni ma classificata come abuso edilizio solo dal 2012, quando il Comune ha firmato un’ingiunzione e il relativo sgombero della struttura. Un atto contro cui la cooperativa ha subito fatto ricorso al Tar che ha respinto la domanda cautelare per poi vedersi capovolgere la decisione dal Consiglio di Stato.
La pratica quindi è tornata indietro e oggi il tribunale amministrativo ribadisce il giusto operato dell’amministrazione.
Tutto nasce da una “soffiata” in Comune, arrivata da una cittadina probabilmente disturbata dal rumore che proveniva dal bar ristorante. La veranda infatti, come si legge negli atti giudiziari, è stata realizzata da La Colonna per essere uno spazio dedito al ristoro, visto che all’interno dei locali vengono svolte (regolarmente) anche altre attività, dalla vendita di giornali ai videogiochi. La clientela quindi (tra cui la squadra locale di calcio) si siede a tavola fuori, sotto la veranda in metallo. Da qui nasce la “soffiata”, che arriva però in un momento particolare della vita amministrativa: la fascia tricolore infatti è ferma sulla scrivania. L’allora sindaco Massimo Borghi era appena decaduto per ineleggibilità, mentre ancora non era stata ufficializzata l’entrata in scena come traghettatore del suo vice, Elisabetta Iacomelli. Un vuoto su cui la cooperativa ha puntato base del suo ricorso, anche se l’ingiunzione era stata firmata da un dirigente. Ma c’era anche la preesistenza della veranda come punto di opposizione all’atto amministrativo, respinto dal Tar nel 2012 con poche righe. Ora invece il tribunale fiorentino entra nel merito, spiegando che al precedente proprietario, da cui La Colonna ha preso i fondi, erano state rilasciate autorizzazioni per «“installazione temporanea di tettoia con struttura in ferro” – come si legge nella sentenza - cioè titoli provvisori di durata annuale, da rimuoversi il 30 settembre 2000 e il 30 settembre del 2001». Al contrario, «nessun titolo abilitativo risulta essere stato mai rilasciato dal Comune per l’installazione di “struttura fissa a carattere non temporaneo”» alla cooperativa. Così, tra montagne di carte e decine di fotografie, arriva l’epilogo di questa vicenda che riguarda uno degli angoli più vissuti nei molti crocevia che contraddistinguono il comune minerario. Sono tanti, infatti, i cittadini che si siedono all’ombra di quella veranda al Filare, a metà strada tra Gavorrano paese e la valle. Almeno fino ad oggi, a meno che non arrivi qualche altro colpo di scena.
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