La manifestazione
Rapina e lesioni domani la convalida dell’arresto
GROSSETO. Lui è di origini polacche e non lavora. Lei invece è di Grosseto, ha appena 18 anni e ancora porta addosso i segni della violenza scoppiata due mattine fa prima delle sette sulla pista...
GROSSETO. Lui è di origini polacche e non lavora. Lei invece è di Grosseto, ha appena 18 anni e ancora porta addosso i segni della violenza scoppiata due mattine fa prima delle sette sulla pista ciclabile di via Giulio Cesare. A quell’ora, la giovane era fuori perché fuori aveva trascorso tutta la notte insieme al fidanzato. Erano stati in giro come fanno tante coppie di giovani, avevano trascorso qualche ora nei locali della città prima di tornare a casa. La lite però è scattata poco prima di salutarsi. «Dammi tutto quello che hai e la chiudiamo qui», avrebbe detto il ventiduenne alla ragazzina. Avevano litigato. Il perché, probabilmente, lo spiegherà lui domani mattina al giudice durante l’udienza di convalida dell’arresto.
Lei, dopo essere stata accompagnata al pronto soccorso e dopo essere stata medicata è tornata a casa con i suoi genitori. Lui invece è stato fermato nel pomeriggio dai carabinieri, poche ore dopo l’aggressione. Era per terra, la ragazzina, e chiedeva aiuto.
Con sé non aveva più nulla: la borsa le era stata strappata dal fidanzato, probabilmente già ex al momento della lite, e lei era stata scaraventata per terra. (f.g.)
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
