Italia
«Il governo ci dia uomini e mezzi»
Marras chiede rimedi immediati. Siveri (Cia): rischia di scomparire tutto
GROSSETO. «Ora bisogna chiedere al governo di poter impiantare un servizio pubblico ricorrente, dodici mesi all’anno, per gli allevatori grossetani. E chiederemo anche all’Ispra di darci una mano: lo dobbiamo sia ai lupi che alle pecore».
Il presidente della Provincia Leonardo Marras, figlio di allevatori («Conosco la fatica di fare questo mestiere»), plaude al progetto Medwolf («Metterà gli allevatori nelle condizioni di poter lavorare»), ma punta anche a soluzioni immediate per problemi più stringenti. Reti e cani promessi da Medwolf, infatti, arriveranno a settembre e nel frattempo le greggi vengono decimate.
Sulla stessa linea è Angelo Siveri, direttore della Cia. «Questo è un progetto che ci darà dei dati in futuro, e va bene. Ma rischiamo di applicarlo a qualcosa che sarà già scomparso», spiega in un duro e preoccupato intervento. È lui il più scettico al tavolo di presentazione del progetto Medwolf che, invece, raccoglie le lodi dell’assessore provinciale all’Agricoltura Enzo Rossi, che sottolinea la bontà di essersi tutti seduti a un tavolo comune dopo anni di assenza di dialogo, e dei rappresentanti di Legambiente, Angelo Gentili, e Wwf, Massimiliano Rocco.
«Mi sembra che facciamo un po’ fatica a vedere cosa succede intorno – prosegue Siveri – e cioè che ogni giorno ci sono episodi di attacchi alle stesse aziende, ci sono zone come la parte nord dove sono rimasti due allevamenti».
Siveri punta il dito sulle normative, sugli strumenti e pure sul progetto. «Le norme (sulla tutela del lupo e dunque la possibilità di abbatterlo, ndr) vanno cambiate – spiega – interloquendo con l’Unione Europea. Ci vogliono tre, quattro anni? Ok, ma vanno modificate». Quanto agli strumenti, «va bene la recinzione – spiega Siveri – ma visto che i lupi sono meno delle pecore, perché non si recintano loro? Perché qui qualcuno è venuto pure a dirci che le pecore devono stare in stalla. E poi che latte pensano che venga?». Infine sul progetto: «Sono anni che facciamo progetti – spiega – e un modesto risultato sembra di vederlo. Ma è un campione modesto».
«Forse questo tavolo non è sufficiente ad affrontare il problema», spiega Paolo Rossi, direttore di Confagricoltura. «Però è vero che il problema va anche studiato. Noi siamo a disposizione con il nostro personale». (f.f.)
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
