Il dolore
Il Comune: «La politica stavolta non c’entra»
ROCCASTRADA. La partita sui cento ettari di fotovoltaico all'Aratrice non è mai stata chiusa. La società Ns, che oltre tre anni fa presentò il progetto per la realizzazione dell'impianto, non ha mai...
ROCCASTRADA. La partita sui cento ettari di fotovoltaico all'Aratrice non è mai stata chiusa. La società Ns, che oltre tre anni fa presentò il progetto per la realizzazione dell'impianto, non ha mai pensato di lasciar perdere, nonostante oggi non esista più il Conto Energia a terra e si profili, a prescindere da ciò che verrà deciso a Firenze, una maxi-richiesta di risarcimento per il treno perso. Il giorno dopo il pesante atto di accusa dei Comitati, alla vigilia della seconda riunione della conferenza dei servizi, dal municipio di Roccastrada si rivendica chiarezza per quanto riguarda ruoli e competenze.
«Su questa vicenda si vuole ad ogni costo farci entrare la politica - spiegano dall'ultimo piano del palazzo di corso Roma - ma la questione è di natura tecnico-giuridica e prima di parlare occorre avere ben presenti le leggi statali e regionali vigenti in materia. Il Comune di Roccastrada, già un anno e mezzo fa, aveva detto ciò che poi è stato confermato il 6 maggio scorso: e cioè che il progetto della Ns può non andare in Valutazione di impatto ambientale. Nel percorso di verifica di assoggettabilità la società aveva prodotto infatti un'adeguata documentazione che chiariva, tra le altre cose, gli effetti sull'ambiente e le misure per mitigarli. Ovviamente le nostre competenze nel procedimento regionale erano e restano limitate, tanto è vero che la Regione decise poi diversamente, chiedendo la Via. Da qui i ricorsi della Ns, prima al Tar (bocciato), poi al Consiglio di Stato (accolto). E proprio in esecuzione dell'ordinanza del Consiglio di Stato n° 574/2013, la Regione è stata costretta a riaprire la conferenza sul progetto di realizzazione dell'impianto solare fotovoltaico denominato Collelungo, da 40 Mwp».
In realtà - replicano i comitati - il Consiglio di stato chiede alla Regione di approfondire certe motivazioni ben precise nella scelta di punire il progetto con la Via e non di cambiare il verdetto. Vedremo. In linea teorica, però, la Regione ha due strade: può confermare la decisione modificando solo le motivazioni della sua scelta indubbiamente penalizzante per Ns ma di estrema tutela per il territorio, oppure revocare il provvedimento e dire che non c'è più bisogno della Valutazione di impatto ambientale. E sull'accusa mossa dai comitati sul fatto che la mancata Via ridurrebbe la partecipazione e renderebbe una farsa il progetto del Piano R-urbanistico, il Comune ricorda che «Il procedimento ambientale sul fotovoltaico è di competenza regionale e quindi anche la partecipazione è di competenza della Regione; non c'è nesso quindi con il progetto PR2 sul piano strutturale e sul bilancio avviato dall'amministrazione. Inoltre l'area dell'impianto di Collelungo è inserita nel piano energetico della Regione».
Gabriele Baldanzi
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