Il Tirreno

Grosseto

Fusione di otto Comuni? Si può fare

di Fiora Bonelli
Fusione di otto Comuni? Si può fare

I sindaci Franci e Landi sentiti in Regione rilanciano: non solo accorpamento fra Castel del Piano e Arcidosso

3 MINUTI DI LETTURA





AMIATA. Amiata grossetana, unico comune, sintesi di 8 comuni fusi insieme? Fra 15 giorni lo sapremo.

O per lo meno sapremo se i circa 20.000 abitanti del versante grossetano della montagna andranno a consultazione referendaria per dire sì o no ad un comune unico. La notizia è di quelle choc.

I sindaci di Castel del Piano Claudio Franci e di Arcidosso Emilio Landi, convocati in regione Toscana per essere ascoltati relativamente ad una proposta di legge presentata in consiglio regionale da Antonio Gambetta Vianna del gruppo Più Toscana, e dal collega Gianluca Lazzeri, per proporre la fusione fra Castel del Piano e Arcidosso, non hanno detto no, ma un quasi sì, pur con alcuni distinguo.

In Amiata è da decenni, ormai, che l’avvocato Bianchini con un gruppo di seguaci scalpitano per la fusione per due comuni che porterebbe soldi nelle casse comunali, oltre che risparmio assicurato. Ma la soluzione di un matrimonio solo a due pare non andar bene a Franci e Landi che in quanto rappresentanti dei due comuni più grandi dell’Amiata grossetana rilanciano alla grande.

«Sono due gli ordini di problemi che ci si presentano – spiega Claudio Franci appena uscito dalla sala della giunta regionale di Firenze –. Abbiamo chiesto che la Regione ci spieghi cosa ne sarà dell’Unione, che è il centro amministrativo in cui abbiamo aggregato la maggior parte dei servizi e che la stessa Regione aveva caldeggiato un paio di anni or sono. Il secondo ordine di problemi riguarda il resto dei 6 comuni. Perché se si fondessero solo i due Comuni maggiori, che farebbero quelli piccolissimi, che hanno mille abitanti ciascuno? Se una fusione s’ha da fare, allora, sarebbe opportuno che fosse fusione fra tutti e 8: Castel del Piano, Arcidosso, Santa Fiora, Seggiano, Semproniano, Roccalbegna, Cinigiano, Castell’Azzara. Dobbiamo tastare il polso degli altri e decidere dunque, se andare a consultazione referendaria per tutti. Perché nel caso si decidesse per questa via, Gambetta Vianna e Lazzeri sarebbero disposti a ritirare la loro proposta e si potrebbe formulare una nuova legge ad hoc per tutti gli 8 comuni amiatini e non solo per i due maggiori».

Franci riferisce anche che la Commissione regionale, prendendo atto della situazione complessa, ha deciso di risentire i sindaci fra 15 giorni, dando loro tutto il tempo necessario per prendere una decisione che cambierebbe dalle radici la vita amministrativa di 8 realtà comunali, mandando in pensione i palazzi municipali, con i relativi sindaci, consigli comunali e via dicendo.

Un cambiamento epocale, che chissà se gli abitanti digeriranno tranquillamente. Ma forse potrebbe servire a convincere tanti la gravissima crisi economica in atto che ha investito anche l’Amiata e che la pioggia di euro che ricadrebbero nel territorio in caso di fusione, potrebbe contribuire a superare.

Un quadro che il consigliere di minoranza di Arcidosso, Michele Nannetti, sintetizza, rammaricandosi di non essere stato chiamato a partecipare all’incontro fiorentino: «Sto curando questo progetto da circa tre anni parallelamente allo storico promotore, l’avvocato Marcello Bianchini. Del resto è sempre piú difficile, anche da parte di chi anacronisticamente tenta ancora di farlo, nascondere la convenienza che avrebbe accorpare i Comuni sia dal punto di vista di razionalizzazione istituzionale (quella vera), sia dal punto di vista di contributi economici (regionali e statali) che arriverebbero al Comune nato dalla fusione».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Finanza

Pisa, sequestrati oltre 118mila prodotti falsi: dalle carte da gioco alle griffe della moda - Valore 650mila euro

di Redazione Pisa