La protesta
Condannato per lo scontro mortale con la ciclista
GROSSETO. «L'incidente si verificò per la responsabilità esclusiva dello Stefani, il quale si immise nella rotatoria senza la dovuta prudenza, nonostante la presenza dell'anziana che alla guida della...
GROSSETO. «L'incidente si verificò per la responsabilità esclusiva dello Stefani, il quale si immise nella rotatoria senza la dovuta prudenza, nonostante la presenza dell'anziana che alla guida della propria bicicletta stava, a ridotta velocità, completando l'attraversamento dell'incrocio; sarebbe bastato un minimo di rallentamento per evitare l'impatto».
Così conclude il gup Marco Bilisari nel processo per omicidio colposo che vedeva imputato Eugenio Stefani, 65 anni, di Grosseto, quel giorno (28 maggio 2011) alla guida di una Panda che aveva travolto Maria Luisa Polidori, 79 anni, morta due giorni dopo a Siena. È stato condannato a 1 anno e 4 mesi, al pagamento delle spese di costituzione delle parti civili (5.160 euro), al risarcimento dei danni in separata sede, a una provvisionale immediatamente esecutiva 330 mila euro (a marito e figlia). Patente sospesa per 1 anno. Più 155 euro per la violazione del Codice della strada (cambiamento di direzione o corsia).
L'incidente era avvenuto poco prima di mezzogiorno in piazza Sanzio: la donna abitava lì vicino. Il giudice ha deciso al termine del giudizio abbreviato condizionato a una perizia sulla dinamica, affidata all'ingegner Domenico Trovato. Una perizia che ha fatto luce su una dinamica non condivisa dagli esperti delle parti (Guidetti per la Procura, Biagioli per l'imputato) a proposito del diritto di precedenza che l'auto avrebbe avuto rispetto alla bici che si era immessa da via Michelangelo. Secondo Trovato, Stefani avrebbe dovuto comunque avvistare la bicicletta «che lo precedeva e che stava viaggiando tenendo strettamente la propria destra». Ma vi sarebbe stata una «insufficiente attenzione alla guida». E dunque forse è «più credibile che i due (con Stefani c'era un amico, ndr) all'interno dell'auto, fossero stati distratti perché intenti a parlare con loro» rispetto all'ipotesi che la bici si sia immessa improvvisamente nella rotatoria (a una velocità concorde di 10 km/h) quando questa era già impegnata dallo Stefani. I danni sulla bici sono del resto tutti nella parte posteriore di questa.(p.s.)
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