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borghi a scola

«Basta con il qualunquismo»

Il vicesindaco replica: «I buoni pasto sono garantiti dalla legge»

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GROSSETO. Non si placa la polemica sui fornitori non pagati dal Comune. Ieri il responsabile di Italia Nostra di Grosseto, Michele Scola, ha scritto una lettera in cui ha invitato i dipendenti del Comune a pagarsi la colazione e il giornale. E oggi il vicesindaco Paolo Borghi gli risponde per le rime, spiegando come stanno le cose.

«I buoni pasto riconosciuti dalla legge ai dipendenti comunali – spiega Paolo Borghi – in alternativa alla presenza di una mensa non c'entrano niente con la scelta di comprarci brioches o tramezzini per il pranzo come, del resto, i quotidiani non sono un vezzo di qualche taccagno ma strumenti di lavoro fondamentali per alcuni uffici, a partire dall'ufficio stampa e dall'Urp».

«Basterebbero queste banali considerazioni – aggiunge il vicesindaco – per smontare l'imbarazzante intervento del signor Scola sulle pagine de Il Tirreno che mette in relazione presunti sprechi di denaro pubblico con il dramma di persone che si impiccano per i debiti. Imbarazzante per i contenuti superficiali e strumentali e per l'incomprensibilità stessa della presa di posizione. Quale sarebbe infatti la competenza del signor Scola in materia di finanza pubblica per dare giudizi stentorei sulle scelte o le difficoltà di un'Amministrazione comunale?»

«Chiunque può esprimere naturalmente opinioni – conclude l’assessore al bilancio – ma se pretende una tribuna pubblica per mettersi in mostra deve almeno avere qualcosa di serio da dire. Non basta assecondare la moda di criticare politica ed enti pubblici per essere credibili, perché se questo Paese è ridotto in questo modo è anche per il “carnevale”, questo si, di chi spaccia per indignazione un atteggiamento fatto solo di qualunquismo e maleducazione».

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