Gioco
Aspetta di costruire da 15 anni «Per ora solo ombrelloni»
GROSSETO. Quindici anni di attesa, due gare vinte e un mezzo sì dalla Soprintenza per costruire uno stabilimento balneare e, alla fine del terzo lustro, il sogno svanisce. Renzo Lazzi è il titolare...
GROSSETO. Quindici anni di attesa, due gare vinte e un mezzo sì dalla Soprintenza per costruire uno stabilimento balneare e, alla fine del terzo lustro, il sogno svanisce. Renzo Lazzi è il titolare della concessione Camping di Lazzi e Franchella e dal 1990 installa d’estate ombrelloni e lettini sulla spiaggia davanti al campeggio Rosmarina (di cui era proprietario e che appartiene oggi a Massimo Mori).
Lazzi, dietro i suoi ombrelloni, vorrebbe tanto vedere un bagnetto, La Lanterna, nome oggi usato per la sola spiaggia attrezzata. Ma tutto sembra remare contro.
«Feci domanda per costruire lo stabilimento il 18 o 19 settembre 1998 alla capitaneria di porto, allora ente competente per le autorizzazioni», ricorda Lazzi con tono pacatissimo e quasi rassegnato. La capitaneria dà parere favorevole ma in quel periodo le competenze in materia passano ai Comuni. «Ci vollero due anni per traslocare le carte, ma ero fiducioso», spiega Lazzi.
Contatti con la Soprintendenza sembrano incoraggianti e, quando il Comune mette a gara la concessione, Lazzi arriva primo. Sembra fatta, ma la gara viene annullata. Il Comune, infatti, prevede un punteggio più alto per chi ha già la concessione, ma le norme nazionali nel frattempo erano cambiate e questa possibilità è inammissibile. Tutto da rifare.
«Così abbiamo partecipato alla seconda gara», spiega Lazzi. Anche stavolta, nonostante Lazzi risulti unico vincitore, gli va male. Uno dei partecipanti ricorre al Tar e vince. Il bagno sfuma di nuovo.
«Naturalmente – spiega Lazzi – nulla cambia per la mia concessione. Anche quest’anno apriremo come sempre coi nostri ombrelloni e lettini». La sentenza del Tar blocca infatti solo la possibilità di costruire uno stabilimento, ma non incide sulla possibilità di installare ombrelloni e lettini.
Un nuovo ostacolo, però, si frappone. «La cartografia del Comune che indica dove costruire il bagno segna un quadratino in corrispondenza di dove verrà la struttura – spiega Lazzi – e cioè tra la colonia Saragat e la mia concessione». Lazzi ha sempre pensato, e non a caso, che fosse il collocamento esatto. E invece di recente il Comune gli dice che è solo indicativo. Lì, infatti, c’è la duna, che non può essere certo distrutta per far spazio al bagno. Insomma, anche il progetto (che pure il Comune e la Soprintendenza devono aver visto più di una volta in questi anni) va rifatto.
«Io non voglio fare polemica e non mi lamento – spiega Lazzi – spero di farcela nei prossimi due anni. Il mio bagno lo penso piccolo, in legno, come quelli degli anni ’50». Certo, farcela per i mondiali di surf che si terranno a luglio lì a due passi sarebbe stato diverso. (f.f.)
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