La manifestazione
Un mare di specchi all’Aratrice scoppia la protesta
Un impianto da cento ettari in una valle incontaminata I comitati: «Vogliono approvarlo senza fare neppure la Via»
ROCCASTRADA. No a vetro e silicio nella vallata del Gretano. Il comitato Val di Farma – e con esso una fetta importante di cittadini del Comune di Roccastrada – torna a indossare l’elmetto e lo scudo. Torna a combattere contro i cento ettari di fotovoltaico nella zona di Collelungo (siamo nella piana dell’Aratrice, dove confinano i comuni di Roccastrada e Civitella). Nel febbraio del 2012 la giunta regionale fissò le regole per l'installazione del fotovoltaico a terra, un vademecum particolareggiato che assicurava il corretto inserimento degli impianti salvaguardando paesaggio, risorse ambientali e culturali, produzioni agricole e agroalimentari, e al tempo stesso garantendo il minore consumo possibile di suolo. Sembrava il colpo di grazia definitivo al megaprogetto (100 ettari di specchi in una valle incontaminata), ma non è stato così. L'impianto della società Ns (di proprietà di un imprenditore noto per il fallimento della Elettrolux di Scandicci), pur con un iter rallentato, non ha mai subito una bocciatura da parte delle istituzioni deputate a valutarne l’impatto con la preesistenza dei luoghi.
Un anno fa la Regione Toscana chiese alla ditta proponente di produrre alcune integrazioni al progetto sulla base di osservazioni pervenute agli uffici nella fase di discussione del procedimento di verifica di assoggettabilità del progetto. Subito dopo i tecnici della Ns, l’architetto Roberto Calvellini, i geometri Emanuele e Riccardo Ortimini, hanno inoltrato queste integrazioni. In particolare si tratta di alcuni paragrafi relativi a osservazioni compiute proprio dal comitato Val di Farma.
Il 6 maggio scorso, a Firenze, due rappresentanti del comitato Val di Farma, Mariella Folchi e Loretta Pizzetti, hanno partecipato alla conferenza dei servizi sul fotovoltaico di Collelungo, consegnando per l'ennesima volta una dettagliata disamina sull’intervento e chiedendo che fosse allegata ai verbali. Alla riunione era ovviamente presente anche una delegazione della la Ns composta da avvocati e tecnici, un rappresentante del genio civile e del Bacino Ombrone, la Sovrintendenza, la Provincia di Grosseto, la Regione Toscana e il Comune di Roccastrada. Domani, mercoledì 22 maggio, il responsabile del procedimento, la dottoressa Garvin, ha riconvocato la conferenza per illustrare le ultime novità introdotte dalla Ns, in pratica ulteriori modifiche al progetto, “che - ammoniscono i comitati - rischia di passare senza essere sottoposto al cosiddetto decreto di Via”.
In questa fase il Val di Farma (dopo aver ottenuto le dimissioni da segretario locale del Pd di colui che ricopre anche l’incarico di tecnico della Ns, l’architetto Calvellini) ha messo nel mirino l’amministrazione comunale di Roccastrada: «Il dirigente del Comune Gilberto Nelli ha detto molto sbrigativamente che il Comune non ritiene che il progetto debba essere sottoposto a valutazione di impatto ambientale. Perché si vuole escludere la partecipazione e la discussione su un progetto così importante..?».
Già nei mesi scorsi il Comitato Val di Farma aveva denunciato “la gimkana in atto tra norme e disposizioni per giustificare l’ingiustificabile”. Oggi, di nuovo, si ricorda alla Regione Toscana che qui scorre il torrente Gretano, che siamo in una zona con presenza di nebbie e brine, che non è vero - come scrivono i tecnici - che gli impianti arborei riconducibili a vigneto e oliveto sono rari e che il terreno in questione ha potenzialità di mero pascolamento, «anzi l'azienda agricola Collelungo ha a disposizione una superficie agraria che si presta a svariate coltivazioni grazie alla forte presenza d'acqua».
E ancora Loretta Pizzetti e Mariella Folchi ribadiscono che da questa operazione avranno benefici economici pochi soggetti, con danni invece per i proprietari di aziende agricole e imprenditori del settore agrituristico della zona. «Chiediamo quindi che il progetto venga sottoposto ad una attenta procedura di Valutazione di impatto ambientale in quanto va ad incidere notevolmente in aree di pregio». Per la cronaca nelle ultime ore è in atto un autentico bombing multimailing (alle istituzioni e alle redazioni dei giornali) per fare pressione sulla Regione affinché scongiuri quello che viene definito un potenziale scempio ambientale.
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