Il dolore
Ricorso in vista contro la sentenza choc
L’assessore Ceccarelli: «Valutiamo l’appello al Consiglio di Stato». Ma l’opposizione insorge: «Inutile perdere tempo»
GROSSETO. È passato un mese dalla sentenza del Tar toscano che ha dato ragione alle 86 famiglie grossetane e alla loro decisione di ricorrere contro le nuove tariffe degli asili di Iside deliberate nel luglio scorso dal consiglio comunale.
Ieri mattina seconda e terza commissione consiliare si sono riunite in seduta congiunta (presente l’assessore all’istruzione Luca Ceccarelli) per esaminare l’anomalia di fatto creata dall’esito del ricorso.
«Attualmente _ ha ricordato il presidente della terza commissione Francesco Giorgi in apertura _ si è venuta a creare un’asimmetria nelle tariffe con una disparità di trattamento tra chi ha fatto ricorso e le altre famiglie: questa è la priorità su cui decidere».
L’intervento dell’assessore Ceccarelli apre però subito un nuovo scenario: il Comune sembra orientato a impugnare a sua volta la sentenza del Tar depositata il 22 aprile scorso e a ricorrere al Consiglio di Stato. «Ci stiamo riservando tutto il tempo necessario per valutare la sentenza e prendere la decisione più opportuna _ ha detto Ceccarelli ai consiglieri delle due commissioni _ ma il difensore del Comune suggerisce di andare al Consiglio di Stato». E ancora: «Dobbiamo occuparci di tutte le famiglie che usufruiscono dei servizi di Iside, non solo di quelle ricorrenti. Abbiamo provato a vedere come fare ma per rimborsare le famiglie non ricorrenti che hanno pagato le nuove tariffe ci vorrebbe comunque una delibera del consiglio comunale e si andrebbe a configurare un danno erariale per il Comune. Teniamo conto che almeno una cinquantina di famiglie grazie alle nuove tariffe ha pagato meno e in questo caso il Comune potrebbe trovarsi costretto a richiedere indietro soldi da questi utenti. Alla luce di questo la soluzione più corretta sembra quella del ricorso».
Un orientamento che non piace però alle minoranze. «È finito il tempo delle disamine della sentenza _ tuona Claudio Pacella (Lista Lolini) _ Non si può andare avanti a colpi di carte bollate come se fossimo in una lite di condominio: bisogna dare una risposta politica a questa vicenda». Cristina Citerni (Sel) parla invece di «pervicacia di fronte a una sentenza pesantissima. Se si ascoltavano le minoranze sospendendo a ottobre le nuove tariffe questo problema non c’era».
Alla seduta hanno partecipato come uditori alcuni genitori del comitato ed è intervenuto a loro nome Rinaldo Carlicchi. «Siamo contenti di aver avuto la possibilità di esser ascoltati dal consiglio comunale grazie al Tar _ spiega Carlicchi _ Non abbiamo mai voluto fare la guerra a nessuno ma ci siamo sentiti lesi nella nostra buona fede verso la pubblica amministrazione. Siamo favorevoli a misure che aiutino le famiglie meno abbienti ma il Comune non può fare il welfare con le tasche nostre. Siamo stati etichettati come i soliti ricchi che non vogliono pagare ma siamo solo famiglie normali messe di fronte ad aumenti insostenibili. Ci aspettavamo gesti distensivi dal Comune, ma se poi si decide di andare al Consiglio di Stato, io come cittadino mi sento sconfitto».
La seduta è stata sospesa e aggiornata. «Abbiamo deciso di prenderci al massimo due settimane _ dice il presidente della seconda commissione Saimo Biliotti _ per far fare agli uffici tutti i conteggi del caso e poter così decidere coi numeri alla mano, sapendo quanto costa al Comune applicare la sentenza conservando il beneficio delle famiglie che con le nuove tariffe pagano meno».
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