Sicurezza
Muore in ambulanza Presto fissata l’autopsia
MONTEROTONDO MARITTIMO. Il giudice Marco Bilisari non ha avuto dubbi: venerdì si svolgerà l’udienza di incidente probatorio per la morte della bimba di una coppia di Monterotondo che era nata in...
MONTEROTONDO MARITTIMO. Il giudice Marco Bilisari non ha avuto dubbi: venerdì si svolgerà l’udienza di incidente probatorio per la morte della bimba di una coppia di Monterotondo che era nata in ambulanza, durante il trasferimento della mamma all’ospedale Sant’Andrea di Massa Marittima. L’avvocato di Ljuljzim Ramanovsky e della moglie Ilmija, genitori della piccolina, aveva sollevato non pochi dubbi sulla richiesta di archiviazione presentata dal pm.
Dopo il trasferimento del magistrato, il nuovo sostituto procuratore Nassi ha deciso di revocare la richiesta di archiviazione e di procedere con l’incidente probatorio che si svolgerà venerdì. Incidente probatorio che prevede lo svolgimento dell’autopsia sul corpo della piccola nata sull’ambulanza e morta durante il viaggio verso l’ospedale.
Nel registro degli indagati, sono stati scritti due nomi: quello del medico che era sull’ambulanza la sera della tragedia e quello dell’autista dell’ambulanza.
Perito della procura è la dottoressa Cristina Vuolo, mentre quello nominato dalla famiglia della bambina è il dottor Vincenzo Dardini, direttore della medicina legale dell’Università di Pisa.
Il corpo della piccola è rimasto per un mese in una cella frigorifera dell’obitorio di Grosseto. Venerdì alle 12.30, al tribunale di Grosseto, è stata fissata l’udienza per l’incidente probatorio e durante quell’udienza verrà fissata anche la data dell’autopsia sul corpo della bambina.
La richiesta dell’avvocato della famiglia quindi, è stata soddisfatta. «Questo atto - dice Simone Bulleri - è stato assolutamente apprezzato sia da me che dai genitori della bambina. Quando mi chiesero di depositare l’opposizione all’archiviazione, il loro unico scopo era quello di sapere perché la loro bambina fosse morta».
La famiglia, di origine macedone non ha mai puntato il dito contro alcuno.
«I genitori della bambina - dice ancora l’avvocato - hanno soltanto l’esigenza di sapere cosa è successo quella sera in ambulanza, cosa è capitato a quella bambina che è nata viva e che non ce l’ha fatta ad arrivare all’ospedale».
Non passerà troppo tempo ora dall’udienza di incidente probatorio alla fissazione della data dell’autopsia.
Accertamento indispensabile per capire cosa abbia ucciso la piccola. (f.g.)
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
