Il dolore
Lupi e cani ibridi, ora le associazioni chiedono le deroghe
Istituito un tavolo permanente per risolvere il problema: «Francia e Grecia già le hanno, qui si rischia di chiudere»
AMIATA. Un tavolo provinciale permanente per risolvere il problema predatori nel grossetano. Lo hanno chiesto e ottenuto Cia e Confagricoltura e sarà aperto a tutte le associazioni di categoria che vorranno farne parte e a cui sta a cuore la sorte della sopravvivenza delle aziende di allevatori della Maremma. Sabato scorso, infatti, si è deciso per il tavolo permanente in un incontro fra associazioni, allevatori, l’assessore all’agricoltura provinciale Rossi e l’onorevole Luca Sani: «L’onorevole Faenzi non è potuta intervenire – spiega Enrico Rabazzi presidente Cia – ma sappiamo che sta lavorando in sintonia con Sani per dare una svolta ad una situazione divenuta insostenibile».
Infatti, dopo le prese di posizione di questi ultimi giorni degli allevatori che possiedono aziende dall’Amiata alla bassa maremma, colpiti ripetutamente da attacchi di predatori e che minacciano di chiudere gli ovili per la disperazione, la risposta istituzionale è arrivata, come spiega lo stesso Rabazzi: «Abbiamo concordato di lavorare insieme su più fronti. Occorre impegnarsi sul fronte europeo per chiedere una deroga, così come previsto dalla convenzione di Berna, e bisogna lavorare sulle possibilità più praticabili nell’immediato, come il trattamento degli ibridi e dei cani vaganti. Il problema sta scoppiando in tutta la sua virulenza. Questi predatori si sono riprodotti in maniera esponenziale e arrivano addirittura alle porte della città di Grosseto. Tutta la provincia ne è invasa. Si pensi, prosegue Rabazzi, che già nel 1999-2000, soltanto in Amiata grossetana furono uccise più di 2500 pecore. Se si considera che la Francia si è mossa per chiedere una deroga (ottenendola) e procedere agli abbattimenti per 2000 pecore uccise nell’intera nazione francese, si capisce la portata e la drammaticità del fenomeno che interessa la nostra provincia. Come associazione, in ogni caso, stiamo prendendo i dovuti contatti, proprio a Bruxelles, con le associazioni di Francia e di Spagna, che hanno ottenuto le deroghe».
Ma cosa si intende ottenere? Diverse le strade per l’intervento su ibridi e lupi: «Per gli ibridi – spiega Rabazzi – il progetto Ibriwoolf ha dimostrato la presenza eccessiva di questi animali e dunque sarebbe possibile che l’Ispra sia d’accordo a interventi programmati su di essi. Non è la stessa cosa per il lupo, animale protetto dalla convenzione di Berna. Ma nella stessa convenzione all’art. 16, si illustrano le deroghe. Nel 1975, data della convenzione, erano già derogate zone della Spagna e della Grecia dove il fenomeno lupo danneggiava duramente le greggi. Ma adesso, dopo quasi 40 anni, in Italia la presenza del lupo è proliferata e dunque anche noi, tramite la commissione agricoltura e il ministero ambiente, andremo a chiedere una deroga. Rivendichiamo un giusto equilibrio ambientale. Non è possibile che gli allevamenti dei nostri pastori diventino colonie di predatori. Senza considerare ciò che succederebbe all’ambiente se tutti i pastori abbandonassero le loro aziende: provocherebbe dissesti a catena, compreso quello idrogeologico. E infine la questione indennizzo per la perdita dei capi. L’indennizzo deve essere un fatto eccezionale per una perdita eccezionale».
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