Sicurezza
In 1200 firmano contro il campo rom
Il vicesindaco incontra i promotori e li rassicura: alla Mezzaluna vivranno soltanto 9 persone e gli uomini devono lavorare
FOLLONICA. Milleduecento follonichesi contrari al campo rom. Ieri mattina i rappresentanti del gruppo nato su Facebook hanno incontrato il vicesindaco. Sono bastati pochi giorni per raccogliere più di mille consensi a chi ha creato la pagina web (“No al campo nomadi a Follonica”) con lo scopo di opporsi al progetto dell’amministrazione del golfo di mettere a disposizione un’area comunale a due famiglie. Il terreno in questione è nel quartiere Capannino, nella zona della Mezzaluna: i due nuclei familiari risiedono in città da molti anni e sono formati da nove persone delle quali 5 sono minori.
Un argomento che in città ha suscitato un grande interesse tanto che, come spesso succede in situazioni del genere dove il passaparola diventa all’ordine del giorno, si sono diffuse pure notizie false. Una di queste, quella che poi ha scatenato l’ira di molti, riguarda il denaro utile a finanziare il piano del governo follonichese: si è parlato infatti di un milione di euro mentre il vicesindaco Andrea Benini ha spiegato anche ai rappresentati della protesta che i soldi che verranno spesi saranno intorno alle tremila euro, utili a creare l’allaccio delle utenze per le due roulotte, utenze che poi dovranno essere pagate dai nomadi beneficiari dell’utilizzo del terreno. Ieri mattina intorno alle undici i creatori del gruppo si sono presentati in Comune per avere spiegazioni dagli amministratori: ad incontrarli il vicesindaco e alcuni assessori della giunta Baldi. L’ideatore e quindi portavoce del gruppo del social network, Dario Piermaria, ha spiegato ai politici quali fossero le contrarietà delle persone iscritte alla pagina. La loro preoccupazione più grande è che da due famiglie si arrivi alla nascita di un vero e proprio campo nomadi come è accaduto in altre parti d’Italia, e nel contempo che aumentino i casi di delinquenza in città. «Follonica dovrebbe vivere di turismo, sarebbe quindi opportuno trovare una soluzione alternativa a quella individuata da voi dato che si tratta di un’area vicina ad un parco acquatico e discoteca – ha spiegato il portavoce agli assessori presenti – Inoltre ci piacerebbe che l’amministrazione aspettasse prima di rendere effettivo il progetto, ascoltando l’opinione dei cittadini». Dall’altro canto il vicesindaco ha fatto presenti le motivazioni del piano chiarendo l’aspetto finanziario e spiegando che le due famiglie dovranno seguire delle regole ben precise come quella di evitare l’accattonaggio, di mandare i figli a scuola e per gli uomini di trovare un’occupazione. Alla fine le due parti hanno deciso di incontrarsi tra qualche settimana. Intanto i promotori della protesta inizieranno a raccogliere le firme per contrastare il trasferimento delle due famiglie rom alla Mezzaluna, perché sempre convinti che quello non sia un posto adatto ad accoglierle.
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