Proteste
Due terzi della Mabro chiede la Prodi bis
In 146 hanno risposto all’appello dell’rsu Cgil, tra pochi giorni sarà depositata la richiesta di commissariamento
GROSSETO. Verifica dello stato d’insolvenza e accesso alla Prodi bis. Ieri mattina a Firenze, sulla scrivania dell’avvocato Lorenzo Calvani sono state depositate le richieste dei lavoratori della Mabro che hanno deciso di andare avanti e proporre per conto proprio l’accesso al commissariamento dell’azienda attraverso la Prodi bis.
Sono state 146 le domande sottoscritte e presentate all’avvocato fiorentino, raccolte dai rappresentanti dei lavoratori della Cgil che hanno promosso questa iniziativa. Centoquarantasei su 222, i due terzi della fabbrica hanno deciso di portare avanti la richiesta di intervento da parte di un commissario che di fatto dovrà guidare la Mabro per due anni, quelli previsti appunto dalla Prodi bis.
Ieri comunque, l’avvocato fiorentino non è stato l’unico a lavorare per le donne della storica azienda di abbigliamento di via Senese. A Grosseto, ieri mattina, sarebbe dovuto essere il giorno della sentenza da parte del giudice Vincenzo Pedone sulla causa promossa dalla Filctem Cgil contro Abbigliamento Grosseto per attività antisindacale. Il giudice la scorsa settimana aveva chiesto una composizione della vicenda da parte delle parti. Ma la Cgil (rappresentata dall’avvocato Paola Pippi) ha deciso di andare avanti e lasciare che a decidere da che parte stia la ragione e da quale il torto, sia appunto il giudice, come già era successo un anno fa circa, quando Abbigliamento Grosseto fu trascinata in tribunale perché la società decise di pagare i dipendenti che avevano continuato a lavorare facendo aspettare chi invece aveva partecipato allo sciopero.
Questa volta invece, la società è stata accusata di atteggiamento antisindacale dalla federazione dei tessili della Cgil per aver negato ai dipendenti di poter utilizzare la sala mensa per l’assemblea che era stata richiesta appunto dalla sigla sindacale.
Il giudice si è preso un po’ di tempo per decidere. Ma ieri, oltre a questa vicenda, le donne della rsu Cgil sono state impegnate a Firenze per la preparazione della documentazione che sarà depositata tra un paio di giorni al tribunale di Grosseto. «I dipendenti che hanno aderito alla nostra richiesta - dice Nadia Perino, rsu Cgil - sono due terzi del totale e tra loro ci sono tanti lavoratori che non hanno alcuna tessera dei sindacati o che comunque non sono iscritti alla Cgil. Segno, questo, che la direzione che abbiamo intrapreso è quella giusta». I tempi, ora, sono destinati ad accorciarsi ancora. Tra pochi giorni, entro venerdì appunto, la richiesta della verifica dello stato d’insolvenza verrà depositata in tribunale e da lì partirà la pratica per la richiesta del commissariamento della società. Abbigliamento Grosseto, dal canto suo, presenterà la documentazione entro il 30 giugno, se nel frattempo non ci saranno altre novità, come ad esempio l’arrivo di un acquirente disposto a rilevare l’azienda o a mettere nuove risorse nella società.
Ora, quello che mancano, sono gli stipendi, le tre mensilità richieste dai lavoratori per rientrare, lunedì a lavorare.
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