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addio all’ultimo locale

Chiude il cinema Roma «I conti non tornano»

Chiude il cinema Roma «I conti non tornano»

CASTEL DEL PIANO. Cinema Roma di Castel del Piano, ultimo spettacolo. Questa volta l’ultima sala sopravvissuta in tutta l’Amiata grossetana, dopo la progressiva chiusura dei piccoli cinema di ogni...

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CASTEL DEL PIANO. Cinema Roma di Castel del Piano, ultimo spettacolo. Questa volta l’ultima sala sopravvissuta in tutta l’Amiata grossetana, dopo la progressiva chiusura dei piccoli cinema di ogni paese montano, chiude davvero e con la sala cinematografica si sigilla un pezzo vivo di storia amiatina. Il gestore, Daniele Cappuccini, che alcuni mesi fa, prendendo in mano, come figlio del proprietario, le redini dello storico “cinema Paradiso” aveva lanciato appelli al pubblico, escogitato sistemi per attrarre spettatori facendo anche convenzioni con pizzerie e ristoranti, e che aveva anche ideato l’ “apericinema”, adesso molla. Al cinema di Castel del Piano sono proprio pochi ad andarci e il gioco non vale la candela. Per lo meno dal punto di vista economico. «Ho deciso di chiudere, dunque, avverte Cappuccini, dal 21 maggio (oggi, ndc). Dopo l’ultimo spettacolo del film “Effetti collaterali”, dirò due parole di commiato agli spettatori. Mi dispiace, perché in questo cinema, aperto dal 1972, mio padre ci ha messo l’anima. E anche io avevo sperato di trovare una soluzione. Ma la perdita economica è troppo onerosa». E adesso? Il locale è in vendita, con i suoi 423 metri quadri di ampiezza e 6 metri di altezza. Con il suo corredo cinematografico che Cappuccini lascerà lì. Nello spazio del cinema Roma ci si possono ricavare appartamenti e negozi. Ma se il Comune, come una volta aveva ipotizzato, lo comprasse, potrebbe mantenerlo come cinema e anche utilizzarlo come multisala. I prezzi a quanto è dato sapere, con la grave crisi economica in atto, sono quasi dimezzati. Ma probabilmente non basta nemmeno così per le magre risorse attuali dei Comuni. Lo conferma, senza peli sulla lingua, il sindaco di Castel del Piano Claudio Franci, che ribadisce che con la gravissima crisi in atto e le risicate risorse appena sufficienti per poter sopravvivere, proprio non si può permettere di comprare un cinema: «Non ci sono risorse – afferma Franci –. E poi quali prospettive può avere al momento una sala cinematografica qui da noi? Non ci sono persone che la frequentano, chiudono anche sale cittadine molto più grandi della nostra. Il momento di crisi che attraversiamo non ci fa sconti. Dispiace anche a noi di perdere un locale, l’ultimo dell’Amiata grossetana ma non posso promettere di comprarlo».

Intanto, i pochi appassionati del mondo della celluloide (che è stato spodestato e lo sarà per legge a brevissimo, dal digitale) sperano che per la proiezione di qualche film particolarmente importante possa essere utilizzato il teatro comunale del centro storico: «Speriamo – osserva Lucio Ginanneschi, un cultore del grande schermo – di poterlo utilizzare e di non perdere del tutto la presenza del cinema nel nostro paese».

Fiora Bonelli

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